ATTIMI FUGGENTI

Declinazioni di libertà di varia caratura

FILM

 

Il Padrino, Francis Ford Coppola, 1972

 

Don Vito:  “Io ho sempre lavorato e non ho rimorsi, ho avuto cura della mia famiglia… E ho sempre rifiutato di fare il pupo, attaccato ai fili tenuti in mano da quei pezz’e novanta… E non ho rimpianti. Era la mia vita… Ma pensavo che un giorno, finalmente, sarebbe toccato a te tenere i fili… “Il senatore Michael Corleone”… “Il governatore Michael Corleone”… Oppure non so…”.

Michael:  “… Un altro pezz’e novanta…”.

Don Vito: “Il tempo non è bastato, non ho avuto il tempo…”.

Michael:  “Ci arriveremo papà, ci arriveremo”.

 

Dialogo tra Don Vito Corleone (Marlon Brando), giunto ormai quasi al termine della sua vita, e il figlio Michael (Al Pacino), che si appresta a diventare “il nuovo Padrino”.

 

 

Le ali della libertà, di Frank Darabont, 1994

 

“Stavamo lì seduti… Il sole ci picchiava sulle spalle, e ci sentivamo liberi. Era come se stessimo asfaltando il tetto di casa nostra. Eravamo i signori dell’intero creato. Quanto a Andy, rimase tutto il tempo seduto in disparte e ci guardava bere le sue birre. […] Voi potreste pensare che lo fece per ingraziarsi i secondini, o magari per farsi qualche amico fra di noi; invece io penso che l'abbia fatto per sentirsi di nuovo come tutti gli altri, anche se solo per poco tempo”.

 

Red (Morgan Freeman), chiuso nella terribile prigione di Shawshank, gusta le birre-premio che un’idea intelligente e coraggiosa di Andy (Tim Robbins) ha fatto ottenere a lui e agli altri.

 

“Nel 1966 Andy Dufresne evase dalla prigione di Shawshank. Di lui trovarono solo la divisa da prigioniero infangata, una saponetta, e un vecchio martelletto di roccia ridotto ormai a un mozzicone. Ricordo di aver pensato che ci sarebbero voluti 600 anni per scavare un tunnel con quell’affare. Lui ci riuscì in meno di 20. […] Andy andò incontro alla libertà strisciando per 500 metri in mezzo a liquami puzzolenti e schifosi. Certe volte però ero triste, pensando che Andy se ne era andato. Ma alcuni uccelli non sono fatti per la gabbia, questa è la verità. Sono nati liberi, e liberi devono essere. E quando volano via, ti si riempie il cuore di gioia perché sai che nessuno avrebbe dovuto rinchiuderli”.

 

Red (Morgan Freeman) commenta l’incredibile evasione da Shawshank dell’amico Andy (Tim Robbins), che era stato condannato ingiustamente a due ergastoli per un delitto mai commesso.

 

“O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire. Io ho scelto di vivere. E per la seconda volta in vita mia ho commesso un crimine: ho violato la libertà condizionata. Ma non credo metteranno posti di blocco per questo… Non per un vecchio come me. Sono talmente eccitato che non riesco a stare seduto, né a concentrarmi su qualcosa. Credo che sia l’emozione che solo un uomo libero può provare. Un uomo libero all’inizio di un lungo viaggio, la cui conclusione è incerta… Spero che il Pacifico sia azzurro come nei miei sogni… Spero!”.

 

Red (Morgan Freeman), che alla fine decide di rischiare – violando la condizionale – e di raggiungere l’amico Andy Dufresne (Tim Robbins), che lo aspetta lontano, ormai libero.

 

 

L’avvocato del diavolo, Taylor Hackford, 1997

 

“Osservavo e aspettavo… Non potevo farne a meno. Ma non sono un burattinaio: non faccio succedere le cose. Non è così che funziona… Libero arbitrio! È come l’ala della farfalla. Una volta toccata, non si solleva più da terra. No, io ho solo preparato la scena: i fili te li tiri da solo… La libertà, figliolo, significa non dover mai chiedere scusa”.

 

John Milton (Al Pacino), il diavolo nel film, rivela a Kevin (Keanu  Reeves), avvocato vincente, di essere suo padre, e  lo esorta a donarsi a lui. Ma Satana non può costringere neanche suo figlio: lui deve scegliere con la sua libertà.

 

 

La fonte meravigliosa, di King Vidor, 1949

 

Avvocato dell’accusa: “Questo è l’appello solenne che vi rivolgo. Sia la vostra coscienza a formulare il verdetto per Howard Roark. Avete già udito i testi. La confessione di Pietro Keating ha rivelato che Howard Roark è uno spietato egoista, il quale ha distrutto una grande impresa per un capriccio personale. Il quesito che vi è stato posto è anche il problema della nostra epoca. L’uomo ha diritto di esistere se rifiuta di servire la società? Il vostro verdetto sarà la risposta. Il Paese l’attende”.

Giudice: “La parola è alla difesa”.

Roark: “Eccellenza, non ho voluto testimoni. La mia sarà testimonianza e difesa”.

Giudice: “Presti giuramento”.

Ufficiale di corte: “Giuri di dire la verità, tutta la verità, e nient’altro che la verità davanti a Dio”

Roark: “Lo giuro. Migliaia di anni fa l’uomo riuscì a scoprire il segreto del fuoco. Forse lo bruciarono con quel legno che egli aveva insegnato ad accendere. Ma lasciò all’umanità un dono insperato e con esso liberò dal buio la terra. Durante i secoli, altri uomini mossero i primi passi sulle vie nuove, animati soltanto dalla loro intuizione. I grandi creatori, i pensatori, gli artisti, gli scienziati, gli inventori rimasero soli contro gli uomini del loro tempo. Ogni nuova idea era ostacolata. Ogni invenzione bandita, ma ciascuno di loro andò avanti. Lottò, soffrì e pagò. Non era mosso dal desiderio di piacere alla folla. La folla odiava il dono che le era offerto. Ma lui cercava la verità. Suo scopo era solo la sua opera. La sua opera, non chi ne usava. La sua creazione, non i benefici che gli altri ne traevano. La creazione che dava forma alla sua verità. Però la sua verità la metteva sopra e contro a tutti gli altri. Andò avanti, sia che gli altri volessero seguirlo o no. Solo con la sua integrità per sola bandiera. Non servì niente e nessuno. Visse solo per sé. E solo vivendo per sé poté realizzare le opere che formano la gloria dell’umanità. È così che è avvenuta ogni conquista. L’uomo è nato inerme. Ha un’unica arma: la sua mente. Senza di essa non potrebbe sopravvivere. Ma la mente è un attributo dell’individuo. Non c’è e non si può concepire una specie di cervello collettivo. L’uomo che pensa deve pensare e agire da sé. Come può lavorare se è sottoposto a costrizioni di ogni genere? È impossibile subordinarlo a bisogni, opinioni o desideri di altri. Nessuno ha il diritto di sacrificarlo.

Chi crea, si basa sul proprio giudizio. Il parassita segue l’opinione degli altri. Chi crea, pensa. Il parassita copia. Chi crea, produce. Il parassita ruba. Chi crea crede alla conquista della natura. Il parassita alla conquista degli uomini. A chi crea va data indipendenza. Egli non comanda e non serve nessuno. Tra lui e gli altri c’è un libero scambio, una libera scelta. Il parassita cerca il potere e tenta di livellare gli uomini in un’azione comune, una comune schiavitù. E pretende che l’uomo debba essere uno strumento ad uso degli altri. Debba pensare come pensano gli altri. Agire come gli altri, che debba annullarsi in una servitù senza gloria. Guardate la storia. Ogni conquista ogni bene che possediamo deriva dall’opera indipendente di una mente indipendente. Ogni barbarie o decadenza nasce dal tentativo di fare degli uomini automi senz’anima, senza cervello, senza diritti personali, volontà, speranza, dignità. È un antico conflitto. Oggi ha un altro nome: l’individuale contro il collettivo. Il nostro paese, che è fra i più nobili della storia degli uomini, si fondò sul princìpio dell’individualismo ossia sui diritti inalienabili dell’uomo. Era un paese dove l’uomo era libero di cercare la sua felicità. Di guadagnare e produrre non angustiato dalla rinunzia. Di prosperare. Libero di possedere un bene inestimabile: il senso del suo valore personale è la più alta delle virtù, il suo amor proprio.

Questo è ciò che i collettivisti vi chiedono di distruggere, come già altrove è stato distrutto. Io sono architetto. Se fossi editore sarebbe più facile capire il mio problema e le ragioni della mia protesta. Infatti, chi oserebbe pensare a un editore che deformasse la trama di un romanzo, a un direttore di giornale che si attentasse a modificare l’articolo pensato da uno scrittore. Insomma, un oltraggio alla libertà di stampa e di pensiero. Per la mia opera d’arte, invece, da me fornita senza sollecitazioni e compenso, si è imbastito questo processo, perché io ho voluto distruggere le deformazioni che alla mia opera erano state apportate. Il patto era di riprodurla come l’avevo ideata io. Quello era il patto. E mi misi subito al lavoro. Non presi un soldo. La mia opera fu deturpata dal capriccio di altri che sfruttarono il mio lavoro senza darmi nulla. Sono venuto a ricordarvi che nessuno ha il diritto di usurpare un solo minuto della vita degli altri e nessuno ha il diritto di sfruttare le energie degli altri. Chiunque esso sia. Questo volevo dirvi. O il mondo finirà in un’orgia di sopraffazione. Vi parlo in nome di tutti gli uomini indipendenti che ancora rimangono nel mondo. Al di fuori di questi princìpi non esiste che la schiavitù del lavoro e la negazione all’uomo del diritto di vivere secondo il proprio genio”.

 

La giuria lo dichiara innocente per i reati a lui ascritti.

 

L’architetto Howard Roark (Gary Cooper), deciso a non accettare alcun compromesso, per affermare le proprie idee decide di far saltare in aria una sua grandiosa opera: per questo sostiene un processo, nel quale si difenderà personalmente.

 

INIZIATIVE

 

Selfcinema

“Adotta un film on line”: questo il principio che anima Selfcinema, associazione dalla mentalità decisamente innovativa. A darle vita, pochi mesi fa, un “gruppo di cinefili stufi” di un’ “offerta culturale spesso omologata”, che si sono ribellati, associati e hanno deciso di adottare un film,  di portarlo in sala, di offrire ad altri spettatori la possibilità di vederlo, coinvolgendo gli stessi nel meccanismo della prevendita.

Che significa? Che Selfcinema cerca di “adottare”, far adottare, e portare così poi nelle sale, i film di qualità che non trovano spazio nel tradizionale meccanismo distributivo, in modo da dare la possibilità, a chiunque lo meriti, di esprimersi liberamente.

Cliccando sul sito, www.selfcinema.it, chiunque può sostenere i film che vorrebbe poi vedere sul grande schermo. Il primo esperimento, il primo film adottato, con grande successo, è stato L’Estate di mio fratello, di Pietro Reggiani. Solo 6 euro la cifra da donare da parte degli utenti, andando sul sito, per preacquistare un biglietto del film: così da riuscire, grazie al pre-incasso raccolto, a raccogliere la somma minima necessaria a “convincere” gli esercenti a proiettare la pellicola.

SelfCinema nasce dunque come alternativa - indipendente e amante della libertà d’espressione - ad un’offerta cinematografica e artistica spesso limitata, omologata.

Sul sito, oltre a tutte le informazioni circa l’iniziativa, i trailer del film, il calendario degli eventi, è anche possibile iscriversi alla newsletter, per seguire da vicino l’andamento della vendita dei biglietti.

Per informazioni e contatti:

SelfCinema, c/o Bozzi

Via Chiana, 48 - 00198 Roma - www.selfcinema.it, info@selfcinema.it

 

TVBLOG - www.tvblog.it 

Nato nel marzo 2005, vuol essere, più che un sito, un blog, con numerosi post - articoli, riflessioni - ricchi d’informazioni aggiornate, palinsesti alternativi, piccole scoperte. Libertà è lasciata a tutti – agli appassionati, come ai detrattori della tv e dei suoi programmi – di esprimere la propria opinione commentando i vari articoli: senza censure. Il lettore può dire la sua liberamente, in dialogo diretto con gli autori di Tvblog e con gli altri utenti della rete: anche criticando, dando suggerimenti, informazioni aggiuntive. Inoltre, chiunque voglia collaborare o ritenga di avere una notizia interessante, può inviare un messaggio a suggerimenti@tvblog.it. Spazio aperto, per tutti.

Il tono fresco, colloquiale, si coniuga con la precisione e la cura con cui le notizie vengono diffuse: senza posizioni aprioristiche, ma in un semplice e oggettivo confronto con le fonti dirette. Come dimostra il commento dei dati Auditel, puntuale ed esatto, senza che si cerchi mai di far apparire in difficoltà chi, magari, è stato “meno simpatico” al blog, ma è risultato comunque vincente.

Gli autori di Tvblog, come i lettori, hanno le proprie, personali idee: ma lasciano libero chiunque di esprimere la propria – compresi, e talora per primi, coloro che magari sono stati criticati e chi la pensa diversamente. E, se concedere “diritto di replica” a chi è stato oggetto di critica può talora scatenare “liti” tra i lettori, pare che ben accette siano le discussioni, i confronti: anche i ripensamenti e le nuove valutazioni, se nuovi fatti sono emersi.

L'editor di Tvblog è Malaparte, un “insider” sotto pseudonimo. Con lui collaborano Debora, Fulvio Nebbia, Lord Lucas, Mr. Diego, Nick, Max Renn, Notuno, e Alberto Puliafito.

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AFORISMI & ATTIGUI

 

Libertà va cercando, ch'è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta 

Dante

 

Com'è bella giovinezza, che sen fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia del diman non v'è certezza  

Lorenzo il Magnifico

 

Viviamo, Lesbia mia, ed amiamoci,

e i brontolii dei vecchi austeri

valutiamoli, tutti assieme, due soldi.

Il sole può tramontare e tornare,

ma noi, quand'è tramontata la nostra

breve luce, dobbiamo dormire una sola notte, perpetua.

Catullo

 

Non vi è libertà ogni qual volta le leggi permettono che, in alcuni eventi, l'uomo cessi di essere "persona" e diventi "cosa".

Cesare Beccaria

 

Mostrami chi non è schiavo: uno lo è dalla libidine, l'altro dell'avarizia, l'altro ancora dell'ambizione; tutti della paura. La schiavitù più avvilente è quella volontaria.

Seneca

 

Se vogliamo essere liberi, creiamo noi stessi la nostra libertà e non attendiamola da altra parte.

Claude Henri de Saint-Simon

 

Chiamiamo libero colui che esiste per se stesso e non per un altro.

Aristotele

 

La libertà riservata ai partigiani del governo, ai soli membri di un unico partito - sia pure numerosi quanto si vuole - non è libertà: la libertà è sempre e soltanto la libertà di chi pensa liberamente.

Rosa Luxemburg

 

Ubi rationabilitas ibi necessario libertas.

Dove avrai spazio per ragionare, lì necessariamente la libertà.

Scoto Eriugena

 

La libertà ha un altro nome che suona "responsabilità"; e con ciò si chiarisce che essa rappresenta piuttosto un grave onere, specialmente per l'intelletto.

Thomas Mann

 

“Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, son dichiarati tiranni.

E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari,  e non è più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stetti diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani.

In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più  riguardo né rispetto per nessuno.

In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la Tirannia”.

Platone “La Repubblica”, libro VIII

 

Per la libertà, così come per l'onore, si può e si deve mettere in gioco la vita.

Miguel de Cervantes

 

L'albero della libertà deve essere innaffiato di quando in quando con il sangue dei patrioti e dei tiranni. È un concime naturale.

Thomas Jefferson

(1743 - 1826)

 

La libertà è un vago concetto.

Otto von Bismarck (1815 - 1898)

 

La libertà è un lusso che non tutti si possono permettere.

Otto von Bismarck (1815 - 1898)

 

Più uno sta in alto, meno è libero.

Sallustio

 

Pochissimi sanno essere liberi e pochissimi cosa vuol dire esserlo.

Marguerite Yourcenar

 

Io non sono veramente libero se non quando, tutti gli esseri umani che mi circondano, uomini e donne sono ugualmente liberi.

Michail Alexandrovič Bakunin

 

Esser liberi è meno difficile di quanto si crede. Presuppone una sola condizione: che la libertà valga più della vita.

Aleksandr Isaevič Solženicyn

Nulla fu mai, per l'uomo e per la società umana, più intollerabile della libertà.

Fedor Dostoevskij

 

Canzoni

 

Il mio canto libero

(Lucio Battisti, Mogol)

 

In un mondo che non ci vuole più il mio canto libero sei tu; e l'immensità si apre intorno a noi aldilà del limite degli occhi tuoi. Nasce il sentimento, nasce in mezzo al pianto e s’innalza altissimo e va e vola sulle accuse della gente a tutti i suoi retaggi indifferente sorretto da un anelito d'amor, di vero amore.

Pietre un giorno case ricoperte dalle rose selvatiche rivivono ci chiamano boschi, abbandonati e perciò sopravissuti vergini si aprono ci abbracciano. In un mondo che prigioniero è respiriamo liberi io e te e la verità si offre nuda a noi e limpida è l'immagine ormai nuove sensazioni giovani emozioni si esprimono purissime in noi, la veste dei fantasmi del passato cadendo lascia il quadro immacolato, e s'alza un vento tiepido d'amore, di vero amore - e - riscopro te. Dolce compagna che non sai dove andare, ma sai che ovunque al fianco tuo mi avrai se tu lo vuoi.

In un mondo che, prigioniero è respiriamo liberi io e te e la verità si offre nuda a noi e limpida è l'immagine ormai. Nuove sensazioni, giovani emozioni si esprimono purissime in noi. La veste dei fantasmi del passato, cadendo lascia il quadro immacolato e s'alza un vento tiepido d'amore, di vero amore - e - riscopro te.

 

Una preghiera di libertà, una preghiera d’amore

(Elisa Toffoli)

 

È strano quanto il tempo scorra lentamente, quando aspetti qualcosa di più. Che riesca a darti calore, quando hai freddo, che riesca a calmarti e a darti pace…

È strano quanto il tempo scorra velocemente…l’amore arriva quando meno te l’aspetti, il suo potere ti sovrasta e devi arrenderti, devi lasciarti andare…

Questa fragilità ci rende forti. Questo fuoco scioglierà il ghiaccio ed è ciò che voglio, ciò di cui ho bisogno. Una preghiera di libertà, una preghiera d’amore…

Doni preziosi sono dati nel silenzio, come pezzi di un puzzle irrisolto, per imparare, per conoscere…così inspiegabili, ma così belli! […]

Così, non importa quanto a lungo aspetterò, la sofferenza è un nonnulla, una prova per la mia volontà. Verrà il giorno in cui la verità sovrasterà tutte le paure e tutte le bugie. In una preghiera di libertà, una preghiera d’amore…

 

Liberi Liberi

(Vasco Rossi)

 

Ci fosse stato un motivo per stare qui, ti giuro sai sarei rimasto sì. Son convinto che se fosse stato per me adesso forse sarei laureato e magari se "lei"... fosse stata con me adesso.... sarei sposato!

Se fossi stato, ma non sono mai stato così; insomma dai, adesso sono qui! Vuoi che dica anche se, soddisfatto di me, in fondo in fondo non sono mai stato, “soddisfatto” di che, ma va bene anche se qualche volta mi sono sbagliato.

Liberi, liberi, siamo noi. Però liberi da che cosa, chissà cos'è?...Chissà cos’è!

Finché eravamo giovani era tutta un'altra cosa chissà perché?.......chissà perché! Forse eravamo "stupidi" però adesso siamo "cosa"... che cosa....che?.....che cosa...se!?... Quella voglia, la voglia di vivere quella voglia che c'era allora... chissà dov'è! ...chissà dov'è!?

Che cos'è stato, cos'è stato a cambiare così? ...ti giuro che, sarei rimasto qui...Vuoi che dica anche se soddisfatto di me in fondo in fondo lo sono mai stato "soddisfatto" di che ma va bene anche se...se alla fine il passato è passato!

Liberi Liberi siamo noi, però liberi da che cosa chissà cos'è,....chissà cos'è! E la voglia, la voglia di ridere quella voglia che c'era allora chissà dov'è?!....chissà dov'è!

Cosa diventò, cosa diventò quella "voglia" che non c'è più, cosa diventò, cosa diventò che cos'è che ora non c'è più cosa diventò, cosa diventò quella "voglia" che avevi in più cosa diventò, cosa diventò e come mai non ricordi più…

 

 

 

 

 

Documenti storici

 

Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

(adottata  dalle Nazioni Unite il 10/12/1948 - primi cinque articoli)

 

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

 

Articolo 2

1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

2) Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico internazionale del paese o del territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

 

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

 

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

 

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti.

 

I 14 principi universali dell’uguaglianza e della democrazia nel 3° millennio

 

Art. 1

I diritti che appartengono ad ogni uomo, da quando nasce fino a quando muore, sono quello alla vita, alla libertà, alla proprietà, alla continuità del lavoro e del reddito lavorativo, alla salvaguardia della salute di tutto il pianeta, alla sicurezza.

Gli uomini, da quando nascono fino a quando muoiono, sono tutti liberi e uguali davanti alla legge. Tale libertà e tale uguaglianza si perpetrano e si consolidano attraverso la democrazia, le leggi, il lavoro, lo Stato, il mercato, il capitale. Il capitale non è solo il fine del mercato, ma soprattutto il mezzo per l’uguaglianza sostanziale ed effettiva di tutti gli uomini del futuro. Il capitale stabilizzato è il massimo strumento dell’uguaglianza sostanziale definitiva tra tutti gli uomini del mondo.

Il diritto alla vita si esplica anche respirando, bevendo, coltivando. L’aria, l’acqua e la terra sono risorse che appartengono, nella loro totalità, a tutti gli uomini, e sono soggette a deterioramento e depauperamento.

Essendo tali, ogni singolo uomo ha diritto a che esse non siano contaminate, in nessuna parte del mondo.

Ogni individuo del mondo ha diritto a che il consumo di acqua venga razionalizzato per legge, al fine di essere equamente distribuita. La contaminazione di aria, acqua e terra è un “crimine contro l’umanità”, ed i contaminatori devono rispondere penalmente di tale reato.

 

Art. 2

La democrazia è un diritto di ogni individuo, ma anche una situazione concreta di benessere, una situazione materiale. La democrazia è fatta di diritti, di libertà, e di una concreta, precisa e certa condizione economica, che deve rendere effettiva la fruizione dei diritti e delle libertà, da parte di ogni individuo.

La garanzia concreta e certa di un lavoro dignitoso per tutti, è la condizione imprescindibile per l’esistenza di una democrazia.

 

Art. 3

La democrazia dovrà consistere, per quanto riguarda il suo aspetto concreto, nella garanzia di almeno un posto di lavoro, (due, per le famiglie con figli) fino all’età della pensione, per ogni famiglia e per ogni cittadino single.

Ciò, al fine dell’eliminazione della povertà nella società. Solo così si aggiunge la partecipazione alla democrazia.

Il lavoro può essere fisso, a termine o a tempo parziale, ma il reddito deve essere sempre fisso, e fissato sempre al di sopra della soglia di povertà.

La temporaneità e la parzialità del posto di lavoro, devono essere sempre compensate dalla continuità del lavoro in sé, nel senso che la successione dei vari posti di lavoro a termine o parziali, deve essere continua.

Tuttavia, nel caso di vuoto lavorativo causato dal passaggio da un posto di lavoro all’altro, tale vuoto dovrà essere comunque retribuito, almeno in maniera sufficiente, e coperto dalla previdenza sociale.

 

Art. 4

Il mercato è il più concreto e potente strumento della democrazia (“materiale”). Per tale motivo, esso deve essere libero. La libertà del mercato si legittima in quanto essa è funzionale al raggiungimento di un concreto benessere materiale per tutti (in pratica, la piena occupazione obbligatoria).

Solo se il mercato viene indirizzato verso il suddetto risultato, e solo se non ostacola o reprime il raggiungimento di quel risultato stesso, allora esso può essere totalmente libero. Intanto il mercato può essere pienamente libero, in quanto rispetti le suddette condizioni, essenziali per l’esistenza della democrazia moderna. I creatori della ricchezza sono il mercato e lo Stato insieme.

 

Art. 5

Lo Stato, per la parte di sua competenza, decide la direzione del mercato, al fine di rendere le decisioni economiche dei singoli, utili al raggiungimento del benessere materiale per tutti gli individui.

Dunque, compito e dovere assoluto dello Stato, è quello di predeterminare e decidere i concreti risultati finali delle azioni economiche che si svolgono nel mercato, ed anche delle azioni degli organi pubblici riguardanti l’economia.

Lo Stato, tranne che per alcuni aspetti, non avrà nessun potere di gestione nelle imprese. Egli agirà come semplice “socio” delle imprese, socio avente l’esclusivo interesse del maggior sviluppo possibile delle imprese private e della piena occupazione effettiva costante.

 

Art. 6

Lo Stato, attraverso un particolare e scientifico metodo di coordinamento in un sistema, delle azioni degli operatori del mercato, ed anche di quelle pubbliche, dovrà rendere certi i risultati del mercato, cioè dovrà rendere certo il risultato del concreto benessere materiale per tutti.

 

Art. 7

Per rendere utili le azioni del mercato, cioè per raggiungere il risultato di un certo e concreto benessere materiale per tutti, lo Stato dovrà programmare ed imporre un sistema di stabilizzazioni (automatico ed autoalimentatesi) nella propria politica economica.

Senza tale sistema di stabilizzazioni, quel preciso e certo risultato non si potrà raggiungerlo in maniera piena e concreta.

 

Art. 8

Attraverso la piena attuazione del sistema di stabilizzazioni, lo Stato avrà il dovere di eliminare la povertà.

 

Art. 9

L’attuazione del sistema di stabilizzazioni scientifiche automatiche, nel sistema socio-economico è un diritto costituzionale di ogni cittadino.

 

Art. 10

Il diritto di ogni individuo a partecipare alla democrazia, viene esercitato sia attraverso il diritto al voto, sia con il diritto ad avere sempre la garanzia di un lavoro per il dignitoso sostentamento personale o dei propri familiari.

Solo chi ha un’autonomia economica partecipa alla democrazia.

 

Art. 11

Ogni cittadino ha il diritto di diventare ricco o benestante. Lo Stato ha l’obbligo di predisporre le misure concrete affinché tale diritto si concretizzi per tutti i cittadini (non solo per pochi). Nel predisporre tali misure, lo Stato dovrà assicurare loro le stesse situazioni (o condizioni) di partenza.

Ogni cittadino ha il diritto di diventare ricco o benestante, e di poter coltivare il senso della prospettiva futura. Il limite della libertà economica è il bene altrui. Essa trova anche un limite nella sua utilità, nel senso che essa è legittima fino a che serva a far raggiungere il benessere economico di tutti i singoli individui della società, cioè un lavoro continuo e dignitoso per tutti.

L’imprenditore deve esser messo, dallo Stato, nelle migliori e più vantaggiose condizioni possibili, soprattutto di partenza, per far sì che egli guadagni il più possibile, contribuendo in tal modo, il più possibile, alla piena occupazione effettiva e al benessere della collettività.

 

Art. 12

Lo Stato accetta la forma più estrema di mercato (il capitalismo) e cerca di sfruttare al meglio i suoi aspetti positivi.

Tuttavia, lo Stato, attraverso specifici meccanismi economici, si obbliga a neutralizzarne gli aspetti negativi, affinché non compromettano il raggiungimento dell’obiettivo di un certo e concreto benessere materiale per tutti (piena occupazione obbligatoria) e dell’eliminazione della povertà.

La presenza e l’accettazione, da parte dello Stato, di forme estreme di mercato, si legittimeranno solo e soltanto a condizione che tali forme estreme non pregiudichino il suddetto obiettivo, fondamentale per la moderna democrazia.

Altrimenti, tali forme estreme, dovranno essere combattute, represse e soppresse dallo Stato, in quanto esse non consentiranno il raggiungimento dell’obiettivo fondamentale della moderna democrazia.

 

Art. 13

Lo Stato deve predisporre, a favore di chi vuol fare l’imprenditore, delle condizioni economiche di partenza medesime, per tutti quanti loro. Tali condizioni economiche devono essere concrete, e devono consistere nell’attuazione del modello d’impresa cosiddetto “ad affitto pubblico”, il quale prevede imprese private di proprietà (potenzialmente temporanea ed eventuale) dello Stato.

Con tale modello lo Stato finanzierà, in maniera praticamente completa, la nascita delle imprese, rendendo davvero concreta e reale la loro libera (e paritaria) entrata nel mercato; rendendo così più concreta e reale la libera concorrenza perfetta.

Tutti dovranno avere la concreta possibilità di diventare imprenditori.

L’attività degli imprenditori e la ricchezza da loro prodotta, saranno fondamentali per il sistema socio-economico, in quanto esse saranno funzionali al raggiungimento dell’obiettivo primario di tale sistema, cioè quello della piena occupazione obbligatoria e dell’eliminazione totale della povertà.

 

Art. 14

Le entrate tributarie “fondamentali” (cioè quelle da cui dipendono aspetti fondamentali della vita del paese e dei singoli cittadini, quali la sanità, il welfare, l’ordine pubblico e la giustizia) devono rispondere a criteri di imposizione fiscali diversi da quelli comunemente usati per le altre imposte (che si attengono ad un preciso e rigido collegamento logico tra la natura dell’imposta e la natura di ciò che l’imposta deve andare a colpire), e questo al fine della “oggettività estrema” di ciò che si va a colpire con l’imposta e per il fine della “certezza quasi assoluta” delle entrate fondamentali.

Al fine del raggiungimento di questi obiettivi, dovrà essere obbligatorio usare come principio generale dell’imposizione delle entrate tributarie fondamentali, quello della “ragionevole presunzione”.

 

 

Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti

(Incipit)

 

“Quando, nel corso degli eventi umani, diviene necessario per un popolo rescindere i legami politici che lo legavano ad un altro, ed assumere tra le Potenze della Terra la posizione separata ed eguale alla quale le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno titolo, un giusto rispetto delle opinioni dell’Umanità richiede che essi manifestino le cause che li costringono alla separazione.

Noi teniamo per certo che queste verità siano di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono creati eguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di certi Diritti inalienabili, che tra questi vi siano la Vita, la Libertà ed il perseguimento della Felicità. Che per assicurare questi diritti sono istituiti tra gli Uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati. Che quando un qualsiasi Sistema di Governo diventa distruttivo di questi fini, è Diritto del Popolo di alterarlo o di abolirlo e di istituire un nuovo Governo, ponendone il fondamento su questi princìpi ed organizzandone i poteri in una forma tale che gli sembri la più adeguata per garantire la propria sicurezza e la propria Felicità.

La prudenza, tuttavia, richiederebbe che i Governi da lungo tempo stabiliti non siano cambiati per cause lievi e transitorie; e coerentemente ogni esperienza ha mostrato che l’umanità e più disposta a sopportare, quando i suoi mali sono sopportabili, che non a difendersi abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e usurpazioni, che perseguono invariabilmente il medesimo obiettivo, manifesta il disegno di ridurli sotto un assoluto Dispotismo, è loro diritto, è loro dovere rovesciare un simile Governo e provvedere nuove Garanzie per la loro futura sicurezza. Tale è stata la paziente sopportazione di queste Colonie; e tale è ora la necessità che le forza ad alterare i loro precedenti Sistemi di Governo”.

 

Ratificata a Philadelphia, 4 luglio del 1776