HO COMINCIATO COSÍ
VORREI
INTRAPRENDERE LA CARRIERA ARTISTICA
Molte
ragazze sognano di diventare veline, schedine… E i ragazzi?
Desiderano recitare in fiction di successo
Sergio
Fabi *
Chi
non ha mai sognato di indossare un costume di scena,
chi non ha mai chiesto un autografo al suo divo preferito
e magari immaginato un giorno di recitare al suo fianco,
chi non ha mai fantasticato di varcare gli studi di
Cinecittà o quelli televisivi di Cologno Monzese,
della Dear o di Via Teulada? Un sogno che per molti
si è trasformato in realtà. Un sogno, però, da fare
ad occhi bene aperti: tante le trappole, tanti i millantatori,
tante le promesse e poche le certezze.
Se
quello che sognate è la consacrazione nel mondo dello
spettacolo, questo libro vi aiuterà a capire non solo
chi conoscere, ma anche quando, dove e come conoscerlo.
Il nostro viaggio alla scoperta delle porte di accesso
allo star system si avvarrà anche dei consigli di
numerosi esperti del settore, da me intervistati in
questi anni per riviste e portali per i quali ho collaborato.
Tutto questo avendo ben presente che la notorietà
non ha nulla a che vedere con il successo, l’essere
riconosciuti per strada non ha nulla a che vedere
con l’affermazione in campo artistico. E che la cosa
più difficile non è raggiungere il successo ma… mantenerlo.
Come
per tutte le cose, si tratta di un lavoro a tempo
pieno che non può essere improvvisato, occorrono determinazione,
intuito, costanza, impegno e fatica. Bisogna avere
ben chiari i propri obiettivi ed imparare in fretta
i metodi migliori per avvicinarsi a un mondo così
complesso come quello dello spettacolo, che per molti
versi, soprattutto all’inizio, potrebbe risultare
ostico e sconosciuto e che a volte in seguito si rivelerà
pericoloso e pieno di insidie.
“Vorrei
fare qualcosa nel mondo dello spettacolo, mi sento
portato...”.
Ecco una frase che molti hanno pronunciato in passato
e continuano a pronunciare anche oggi. Ma il primo
passo, invece, è capire che cosa si vuol fare esattamente
nel mondo dello spettacolo. Non esiste il "qualsiasi
cosa”. Entrare a far parte di questo mondo, sicuramente
affascinante, vuol dire comunque lavorare con un contratto
in regola di durata variabile, da alcuni giorni a
parecchi mesi o addirittura anni. Molte ragazze vogliono
diventare veline, meteorine, schedine, microfonine,
altre ancora sognano di trasformarsi in presentatrici,
ci sono poi ragazzi che aspirano al ruolo di cabarettisti,
altri invece desiderano recitare in una fiction di
successo. Ma la prima domanda da farsi è: che cosa
so fare realmente? Ho i requisiti giusti per quello
che stanno cercando?
Questo
volume è stato concepito come una guida, uno strumento
utile per tutti gli artisti esordienti, un manuale
per il conseguimento del successo, un prezioso alleato
per imparare a muoversi in un ambiente fortemente
competitivo e agguerrito. Il successo dei reality
show ha creato falsi miti. Tempo fa si diceva: “Dustin
Hoffman era un infermiere, Marilyn Monroe un’operaia,
Jerry Lewis un fattorino e sono diventati dei miti
soprattutto per il loro talento”, oggi si dice: “Vedi
quella ragazza, ha vinto quel reality show e adesso
è famosa. Allora anche io posso far parte del mondo
dello spettacolo!”. Anche questo, però, è un mito
che non corrisponde affatto alla realtà. A prima vista
potrebbe sembrare, sorprendentemente, facile entrare
a far parte del mondo dorato della consacrazione e
del successo, ma attenzione, forse a volte sembra
anche troppo facile. Quando vedete una meteora emergente,
una nuova velina, una conduttrice in erba, un deejay
lanciato, qualcuno che in qualche modo si è distinto
per la partecipazione a un reality o a uno show e
che vi sembra ormai predestinato a raggiungere il
successo, la prima domanda che dovete imparare a porvi
è: quanto durerà? Quanti di questi talenti, quante
di queste promesse sono ancora sulla breccia e quante
invece sono scomparse e dimenticate? Quante di queste
figure saranno ancora inquadrate in un prossimo futuro
da una telecamera?
L'immedesimazione,
il fatto che per i reality vengano scelte persone
che rappresentano i vizi e le attitudini più frequenti
dei telespettatori ha creato in molti la falsa convinzione
che il mondo dello spettacolo sia aperto a tutti:
senza fatica e senza talento chiunque può avere una
vita diversa, una vita da protagonista che lo riscatti
dalla banalità di un’esistenza normale. Non c’è cosa
più sbagliata! Lo spettacolo non solo è un mondo difficilissimo,
ma in più, non è mai uguale per tutti, non ci sono
regole da seguire, non ci sono strade certe da percorrere,
non ci sono provini di massa per diventare i nuovi
Marcello Mastroianni (per chi sogna il cinema), Pippo
Baudo, Paolo Bonolis o Simona Ventura (per chi sogna
la televisione). Quello che si vede attraverso i grandi
e i piccoli schermi, in realtà, è il solo risultato
di un lungo, lento e capillare lavoro di promozione.
Tutto passa attraverso provini o incontri su appuntamento
Nel
cinema esistono due figure di riferimento: gli aiutoregisti
e i casting director, che sono chiamati a formare
il cast di un film, di una fiction o di una serie
televisiva. A loro volta le agenzie di intermediazione
artistica propongono i propri attori, secondo le richieste
che arrivano ogni giorno nei loro uffici per email
o per fax. Per chi sogna la tv ci sono gli impresari
televisivi - molto pochi – i quali rispondono a capistruttura
o ai direttori di rete delle emittenti televisive,
nonché agli autori, che devono pensare al cast di
una trasmissione già mesi prima della messa in onda.
Si tratta insomma di una rete capillare e ramificata
piuttosto particolare. Per promuoversi e presentare
la propria candidatura bisogna sapere prima quali
lavori stanno per andare in produzione, quali selezioni
sono aperte, chi si occupa del casting e delle audizioni,
che tipo di provini saranno predisposti, quali sono
i personaggi che i produttori ricercano e quali sono
le caratteristiche più indicate per soddisfare i requisiti
richiesti.
Inoltre
ogni selezionatore risponde a sua volta, in scala
gerarchica, ad altri organi e deve rendere conto ai
propri superiori del suo operato. Come in tutte le
professioni, ognuno ha il suo supervisore, e per riuscire
a superare tutti i difficili stadi di una selezione
bisogna essere non solo preparatissimi, ma anche molto
agguerriti.
La strada,
come vedete, è lunga, ma affronteremo insieme ogni
piccola tappa che può portare al successo. E comunque
tenere alto il morale è sempre indispensabile per
conseguire un buon risultato. A questo proposito vale
la pena ricordare che anche i più celebri divi hollywoodiani,
prima di essere scoperti, non erano “nessuno”. Dustin
Hoffman, per esempio, era infermiere in un ospedale
psichiatrico e Michelle Pfeiffer lavorava come commessa
in un supermercato. E se questo ha fatto nascere in
voi altre curiosità sui trascorsi lavorativi delle
star, eccovi serviti.
Marilyn Monroe: operaia; Harrison Ford: falegname (si è fatto
conoscere riparando il tetto di casa del produttore
Fred Roos, caro amico di George Lucas. È stato così
che ha preso parte ad “American Graffiti”) ; Pedro
Almodóvar: centralinista presso una compagnia
dei telefoni; Michelangelo Antonioni: critico
cinematografico; Laura Antonelli: insegnante
di educazione fisica; Fred Astaire: ballerino;
Antonio Banderas: modello per servizi fotografici
e cameriere; Brigitte Bardot: fotomodella;
Jean-Paul Belmondo: pugile; Humphrey Bogart:
marinaio (in quel periodo riportò la ferita che gli
paralizzò il labbro superiore); Lucia Bosè:
fattorina in uno studio di un avvocato, commessa in
una pasticceria (dove fu scoperta da Luchino Visconti);
Marlon Brando: ufficiale in una scuola militare
(da cui si fece cacciare quasi subito); Tim Burton:
animatore presso i Walt Disney Studios.
Michael Caine: operaio; Jim Carrey: barista e imitatore
nei locali di James Stewart e Henry Fonda; Massimo
Ceccherini: imbianchino; Cher: corista
(prima ancora di formare il duo Sonny e Cher); Sean
Connery: ufficiale di marina; Gary Cooper:
disegnatore di fumetti; Joan Crawford: ballerina
a Broadway e nei night club; Nino D’Angelo:
vendeva gelati alla stazione di piazza Garibaldi a
Napoli; Alain Delon: commesso in una macelleria;
Gérard Depardieu: tutti i tipi di lavori, finì
anche in carcere minorile dove gli imposero la recitazione
come terapia educativa; Johnny Deep: faceva parte
di un gruppo rock chiamato The Kids; Clint Eastwood:
lavorava nel distributore di benzina del padre; Federico
Fellini: vignettista per giornali satirici; Jean
Gabin: ballerino e cantante; Greta Garbo:
commessa; Vittorio Gassman: giocatore di pallacanestro
(due campionati in serie A); Cary Grant: giocoliere;
Alec Guinness: impiegato in un'agenzia pubblicitaria;
Gene Hackman: lavorava nelle piccole radio
locali. Durante il periodo militare (in Cina) sostituì
l'annunciatore radio che era stato ferito; Rita
Hayworth: ballerina; Charlton Heston: modello
a New York, gestore di un cinema ad Ashville, North
Carolina; Lauren Hutton: top model (record
di 25 copertine su “Vogue”); Norman Jewison
(regista): tassista; Charles Laughton: albergatore;
Tommy Lee Jones: lavorava con il padre nei
giacimenti petroliferi.
Stanley Kubrick: fotografo per la rivista "Look"; Martin
Landau: disegnatore di strisce a fumetti su un
quotidiano; John Landis: fattorino alla 20th
Century Fox. Jerry Lewis: fattorino in un drugstore,
magazziniere in una fabbrica di cappelli; Burt
Lancaster: acrobata nei circhi; Steve Martin:
sceneggiatore televisivo; Stefano Masciarelli:
investigatore privato; Marcello Mastroianni:
impiegato; Mariangela Melato: vetrinista alla
Rinascente; Ricky Memphis: manovale; Tomas
Milian: commesso in un supermarket a Miami; Matthew
Modine: chef; Mario Monicelli: critico
cinematografico; Enrico Montesano: geometra;
Jack Nicholson: impiegato in uno studio di
disegni animati; Al Pacino: maschera in un
teatro; Michele Placido: poliziotto; Sidney
Poitier: fisioterapista; Gigi Proietti:
suonava nei locali romani e nelle feste private; Mickey
Rourke: pugile dilettante; Arnold Schwarzenegger:
body-builder (13 titoli mondiali).
Peter Sellers: cabarettista; Oliver Stone: insegnante, tassista,
veterano nella guerra del Vietnam, durante la quale
ha riportato due ferite nel corso di un’eroica azione
che gli è valsa la medaglia di bronzo al valor militare;
Sharon Stone: modella per spot; Patrick
Swayze: atleta, ginnasta, ballerino; Quentin
Tarantino: commesso in un video store; Uma
Thurman: modella; Ugo Tognazzi: commesso
in un salumificio; Cinzia TH Torrini (regista):
fotografa; François Truffaut: manovale in un'officina;
Liv Tyler: modella; Rodolfo Valentino:
lavapiatti, giardiniere e ballerino; John Wayne:
attrezzista alla 20th Century Fox; Denzel
Washington: lavorava in un campeggio estivo; Billy
Wilder: giornalista sportivo; Bruce Willis:
barista nel New Jersey.
(da
“Provini & audizioni – Come entrare nello star
system”, Sergio Fabi, Gremese editore).
* Dice di sé:
Sergio
Fabi. Ideatore e proprietario del sito internet Cinemotore,
specializzato nel cinema, che ogni giorno con le sue
newsletter arriva a trentamila persone tra addetti
ai lavori e amanti del mondo dello spettacolo, della
Settima Arte. Collabora per svariate riviste del settore.
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ATTIMI
FUGGENTI
L'uomo moderno, liberato dalle costrizioni della società preindividualistica,
che al tempo stesso gli dava sicurezza e lo
limitava, non ha raggiunto la libertà nel senso
positivo di realizzazione del proprio essere:
cioè di espressione delle sue potenzialità intellettuali
emotive e sensuali. Pur avendogli portato indipendenza
e razionalità, la libertà lo ha reso isolato
e, pertanto, ansioso e impotente.
(da
Fuga dalla libertà, Erich Fromm, 1941)
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