CINEMA
DOMANI
È UN ALTRO GIORNO. SARÀ VERO?
Breve
antologia di bloopers in alcuni celebri film, da Alta
società a Jurassic Park
Luisa
Ricchi *
Davanti ad uno schermo
cinematografico, ci facciamo trascinare da una trama
coinvolgente, tifiamo per i buoni o per i cattivi,
rimaniamo a bocca aperta alla vista del nostro attore
preferito e sogniamo. Sogniamo tanto. Difficile che
si notino certi particolari che potrebbero rovinarci
la visione del film, facendoci scendere dalla nuvoletta
magica che ci sorregge dall’inizio fino al fatidico
“The end”.
Pensando ai costi astronomici sostenuti
dalle case di produzione, riesce incomprensibile come errori,
anche molto evidenti, i bloopers cinematografici,
siano sfuggiti ai supervisors, molti dei quali,
viste le “sviste”, probabilmente di super hanno solo
gli emolumenti!
E le sviste si possono
dividere in categorie.
Che la musica sia magica è scontato,
però…
In “Alta società”, film del 1956, la piccola Caroline suona il piano
per due giornalisti, ma il movimento dei tasti non
corrisponde al sonoro. Nello stesso film, Bing Crosby
suona la fisarmonica, ma senza premere i tasti, limitandosi
solo a comprimerla ed espanderla.
Anche degli strumenti senza corde riescono a suonare! Infatti, in
“La maledizione della prima luna” del 2003, un violoncello
suona completamente senza corde!
Nel film “About a boy”, film del 2002, il protagonista impersonato
da Hugh Grant, durante un concerto rock, irrompe sul
palco con una chitarra elettrica che suona nonostante
venga collegata all’amplificatore solo nell’inquadratura
finale. Nello stesso film, il presentatore annuncia
che un ragazzo verrà accompagnato da uno studente
con un registratore. Il termine inglese “recorder”
vuol dire sì registratore, ma anche “flauto dolce”,
ed è appunto con questo strumento che si vede il ragazzino
che si rifiuta di accompagnare l’amico, nella sua
ultima inquadratura.
In “A qualcuno piace caldo” del 1959 con Marilyn Monroe, Tony
Curtis e Jack Lemmon, un sassofonista effettua delle
prove su un treno. Le sue dita, però o sono ferme
o non si muovono a tempo con la canzone.
Oltre alle sviste abbastanza evidenti, ci sono anche quelle che sono
delle vere sottigliezze. Per esempio in “C’era una
volta in America”, David “Noodles” Aaronson, e Deborah
sono al ristorante sul mare. Viene inquadrata un’orchestra d’archi che sta
suonando Amapola che si sente in sottofondo. Però
in quel pezzo della canzone c'è un vibrato e nessuno
degli archi sta eseguendo un vibrato.
Con un po’ di confusione circa lo scorrere del tempo
In “Erin Brockovich”, un anacronismo salta facilmente all’occhio.
In una scena del secondo tempo del film si vede un
manifesto pubblicitario che cita un sito Internet.
Il film si svolge negli anni ‘80, quando Internet
esisteva già, ma, non essendo diffuso come oggi, nessuno
si sarebbe sognato di fare una pubblicità tramite
un mezzo così poco comune.
In una scena del film “A spasso con Daisy”, un poliziotto beve un
tè da una tazzina usa e getta in plastica, materiale
non usato all’epoca in cui si svolge il film.
In “Agente 007 – Al servizio di Sua Maestà”, del 1969, si sente che
degli elicotteri della Croce Rossa Internazionale
sono diretti in Veneto, a Rovigo, per soccorrere le
vittime dell’alluvione. Ma l’unica alluvione che si
ricordi è quella del 1951.
Ancora nel film “La maledizione della prima luna”, uscito nel 2003,
parecchi pirati di colore sfoggiano pettinature di
moda ai nostri giorni (rasta).
L’acqua bagna. Ma proprio sempre?
In una scena di “Accadde una notte”, del 1934, Ellie, interpretata
da Claudette Colbert, si protegge da un acquazzone
con un impermeabile, ma non appena entra in una stanza,
come per magia, l’indumento che fino a quel momento
era totalmente fradicio, si rivela solo lievemente
schizzato da qualche goccia d’acqua.
“Il Padrino” (1972). Durante una lunga doccia, si può osservare il
marito di Costanza Corleone (Connie) con i capelli
completamente bagnati. Ma quando esce, sono appena
appena umidi!
Anche in “Alice nel paese delle meraviglie”, film uscito nel 1951,
la protagonista nuota a lungo in mezzo al mare, ma
quando esce il suo vestito è perfettamente asciutto.
Stessa sorte per Jack, impersonato da Johnny Depp, che in una scena
del film “La maledizione della prima luna”, (2003)
si butta in acqua. Riemerge sul ponte di una nave
con i capelli
perfettamente asciutti!
Magia uguale in “La gatta sul tetto che scotta”, del 1958. Maggie
e Brick (Liz Taylor e Paul Newman) si trovano all’aperto.
Diluvia, infatti, entrambi presentano abiti e capelli
fradici, ma pochi minuti dopo Maggie compare con la
pettinatura che la fa sembrare appena uscita dal parrucchiere.
Anche nella scena del funerale di Cosimo, nel film “I soliti ignoti”
(1958), si capisce che sta piovendo poiché molti si
riparano sotto gli ombrelloni e sul terreno bagnato
si riflettono lampioni e biciclette. Solo i protagonisti,
pur non essendo al riparo, rimangono asciutti e ben
pettinati.
Alternanza di bagnato e asciutto in “What Women Want” (Quello
che le donne vogliono), del 2001. Durante un acquazzone,
Nick, il protagonista interpretato da Mel Gibson,
va a trovare la ragazza con gli occhiali. Il suo cappotto
è naturalmente bagnato dall'acquazzone, ma, una volta
inquadrato di spalle di fronte a lei seduta sul letto,
il cappotto sembra quasi asciutto. Nella scena successiva,
quando lui si volta a guardare la ragazza, ha il cappotto
di nuovo zuppo.
Cambia lievemente quello che capita al mitico James Dean che interpreta
Jett, il protagonista del film “Il gigante”, del 1956.
Quando accompagna Leslie a passeggio nel villaggio
messicano, per rinfrescarsi, dopo aver bevuto, si
bagna completamente la testa immergendola sotto il
getto di un tubo. Ne esce con i capelli bagnati dietro,
ma con lo storico ciuffo perfettamente pettinato.
Colori che… virano all’improvviso
In una scena del film “La grande abbuffata”,
del 1973, si vede un’automobile con a bordo i protagonisti
che svolta verso la villa. Mentre curva, si nota una
macchina rossa parcheggiata sulla sinistra. Nell’inquadratura
frontale successiva, l’automobile è diventata bianca.
Nel film “Ace Ventura: l’acchiappanimali” del 1994, alcune persone sistemano un delfino
nel furgone che ha lo sportello posteriore rosso.
Quando il mezzo si allontana, lo sportello è bianco.
In “Acqua e sapone”, del 1983, Rolando (Carlo Verdone) disfa
una valigia che contiene indumenti bianchi. In una
successiva inquadratura a campo largo, gli indumenti
sono diventati neri.
Anche il dorso delle carte usate in un tavolo da gioco nel film “Agente
007 al servizio segreto di Sua Maestà” (1969) da bianco
diventa improvvisamente rosso.
Le bandiere di Pinco Panco e di Panco Pinco, personaggi di “Alice
nel paese delle meraviglie”, del 1951, nella prima
inquadratura sono viola. Poi, invece, per tutto il
resto del film le vediamo gialle.
In “C’era una volta in America”, la bimba che interpreta Deborah
è bionda con gli occhi azzurri, mentre l’attrice che
le dà il volto da adulta è mora con gli occhi castani!
Il fischietto usato da Gigi Proietti quando nel film “Febbre da cavallo”
(1976) spacciandosi
per vigile urbano, ferma un automobilista, da metallo
cromato diventa nero!
Colori che sbiadiscono in “Borotalco” (1982). All’inizio del film,
Nadia, interpretata da Eleonora Giorgi, indossa un
paio di calze decisamente blu. Appena esce di casa,
sono diventate molto più trasparenti!
Quelle che un tempo chiamavamo “americanate”!
In “C’era una volta in America”, Max e Noodles vengono presi a pugni
da Bugsy, che sulla mano ha un tirapugni. La faccia
di Max, che sarebbe dovuta uscirne devastata, alla
fine della scazzottata presenta soltanto qualche graffio.
“Per un pugno di dollari”,
film uscito nel 1964, in quanto a “americanate”, non
offre che l’imbarazzo della scelta: nella prima sparatoria,
l’uomo senza nome colpisce ed uccide tre avversari
distanti tra loro, con l’arma puntata solo su uno.
Quando Ramon spara ai Baxter in fuga dall’incendio,
non carica mai la pistola. Anche con la mitragliatrice Ramon fa strage
di soldati a cavallo, ma… solo di soldati, perché
tutti i cavalli restano illesi.
E, proprio per i pignoli: quando Joe spara
sei colpi per uccidere i cinque avversari, ne aggiunge
uno diretto alla corda che teneva appeso l’amico per
liberarlo. Ma in una colt i colpi non sono solo sei?
Un mix
Ci sono poi capi di abbigliamento che appaiono e scompaiono;
nudità che sono coperte con mutande color carne, anche
queste usate un po’ sì ed un po’ no; soldati di uno
stato americano che portano stemmi di un altro stato;
rumori che si sentono prima dell’azione che dovrebbe
provocarli; orecchini e sigarette che passano da un
orecchio all’altro e da una mano all’altra; bottiglie
di whisky che diventano bottigliette di birra, per
poi tornare alla forma ed al contenuto iniziale; foulard
e cravatte che vanno e vengono da un’inquadratura
all’altra; barbe e capelli che crescono da un giorno
all’altro in modo esagerato; improbabili partite di
poker con sei giocatori e disposti in modo che uno
veda le carte dell’altro; telefoni cellulari che cambiano
marca da un istante all’altro.
Tanti particolari sfuggono quasi a tutti.
Ma anche se notati, o se fatti notare da altri, dovrebbero
essere presi come un puro divertissement e niente
più.
* Dice di sé:
Luisa
Ricchi. Curiosa, con una gran voglia di approfondire
un’infinità di argomenti. Ha parecchie passioni. Quella
che la accompagna da sempre è la fotografia, che l’aiuta
a fissare e condividere sensazioni ed emozioni.
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OMERO
Questo
viaggio di Saturno il figlio
mal mio grado mi diè.
Chi vorrìa mai varcar tante onde salse, infinite
onde,
dove città non sorge, e sacrifici non v'ha chi
ci offra, ed ecatombe illustri?
Ma il precetto di Giove a un altro nume né violar,
né obliar lice.
"Teco", disse l'Egidarmato, "i giorni mena l'uom
più gramo tra quanti alla cittade
di Priamo innanzi combattean nove anni,
finché il decimo alfin, Troia combusta, spiegaro
in mar le ritornanti vele.
(Da "Odissea", Libro I)
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