ATTUALITA'

OPUS DEI,

LA SANTITÀ NELLA QUOTIDIANITÀ


Gli ottant’anni della fondazione sono un’occasione per rinnovare

l’invito di San Josemaría a vivere la fede attraverso le ordinarie

occupazioni terrene e non malgrado esse


 

Giuseppe Corigliano*



Il 2 ottobre 2008 si compirà l’ottantesimo anniversario della fondazione dell’Opus Dei. Questa istituzione, di cui curo la comunicazione in Italia ormai da quasi quarant’anni, deve ancora in larga parte essere scoperta. Molte persone magari ne hanno sentito parlare o la vedono citata – talvolta a sproposito – su quotidiani e tg, ma ancora credo che ci sia bisogno di spiegarla.

L’Opus Dei prima che un’istituzione è uno spirito, un messaggio, un’idea che si capisce veramente solo quando la “si vede” vissuta nella vita di qualcuno. Il messaggio fondamentale che il suo fondatore, San Josemaría, voleva trasmettere è quello che si può essere cristiani ferventi, santi, rimanendo al proprio posto, indaffarati nelle cose di tutti i giorni.

Sei uno studente? – diceva il fondatore – allora Dio ti aspetta nel tuo studio; sei un marito? Allora la strada per arrivare a Dio porta il nome di tua moglie. È un messaggio di santità in mezzo al mondo, in cui tutto, ogni aspetto della vita, persino le cose più piccole, possono trasformarsi in un’occasione di incontro con Dio.

Presentata in questo modo la cosa può sembrare di poco conto, quasi banale. In realtà in questo semplice messaggio è contenuto un potenziale rivoluzionario non indifferente. Per capirlo si potrebbe fare uno sforzo di immaginazione nel pensare come sarebbe la società attuale se fosse popolata di cristiani ferventi che, ognuno al suo posto, si sforzano di vivere le virtù della laboriosità, della pazienza, dell’attenzione all’altro, dell’onestà, mossi dal desiderio di fare tutto per amore, con l’anelito di essere al servizio degli altri.

In un mondo che ha in certi aspetti smarrito il senso della vita, in cui ci si accorge della necessità di qualcosa di nuovo, di nobile, di impegnativo, che ridoni serenità e faccia riscoprire il gusto della vita, gli insegnamenti di San Josemaría ridonano smalto al messaggio evangelico, mostrando il cristianesimo in tutta la sua bellezza e attrattività.

San Josemaría

Per capire l’Opus Dei non si può che partire dal suo fondatore. Una volta, rispondendo a una signora in un incontro pubblico, espresse così il nucleo del messaggio dell’Opera: “Tu sei capace di trasformare la prosa della tua giornata in endecasillabi, in poesia epica, ne sono sicuro. Tu ti fai ogni giorno un orario appropriato e così ogni giornata avrà una melodia nuova, come una canzone alla moda. Sei d’accordo? Certe volte ci sarà un ritmo, e certe altre…
Quando tuo marito ti dice che ti vuole bene, in questo c’è un suono ogni giorno diverso e ogni giorno più bello. Tu mettiti faccia a faccia con Dio, figlia mia: devi amare Dio con lo stesso cuore con cui ami tuo marito. E l’amore per tuo marito sarà sempre più grande, e così avverrà all’amore per i tuoi figli, per il tuo focolare, per la tua gente, per la tua patria, per l’umanità intera. E se fai tutto per amore ti sentirai capace di sacrificare un po’ più la tua vita, benché il tempo non ti avanzi. L’amore ha le ali. E vedrai che certe volte voli più in basso, e altre più in alto, e pertanto la prospettiva delle giornate, benché siano simili le une alle altre, è sempre diversa. E tu lo sai, e lo metti in pratica, e lo vivi”.

Questo ideale di santità in mezzo al mondo, questo cammino per cristiani indaffarati nelle cose più banali e ordinarie, irruppe nel mondo il 2 ottobre 1928. San Josemaría all’epoca era un giovane sacerdote di 26 anni. Per molto tempo aveva avvertito dentro di sé l’impulso a mettersi a completa disposizione di Dio, sentendosi chiamato a fare qualcosa. Diventato sacerdote nel 1925 per alcuni anni andava ripetendo nelle sue preghiere “Domine, ut videam!”, Signore fa che io veda!

Era nato nel 1902, in una piccola città della Spagna, Barbastro. Secondo di sei fratelli conobbe le difficoltà della vita fin da tenera età: tre delle sue sorelline morirono precocemente e l’attività di suo padre, a causa della cattiva gestione di un socio, subì un tracollo finanziario costringendo tutta la famiglia ad abbandonare uno stile di vita agiato per far fronte alle ristrettezze economiche. Dai genitori, José e Dolores, imparò cosa significava il cristianesimo vissuto nella semplicità della vita di tutti i giorni. Eroicamente, ma senza scalpore, i genitori furono un esempio di cosa significa il vero amore tra marito e moglie, conducendo una vita piena di affetto, serenità e fiducia in Dio anche in mezzo alle difficoltà.

Il 2 ottobre 1928, festa degli Angeli Custodi, San Josemaría era a un ritiro spirituale a Madrid. Era nella sua stanza mentre stava riordinando una serie di appunti spirituali, quando successe qualcosa, un’ispirazione divina irruppe nella sua anima. Vide l’Opus Dei. Fu un momento di grazia come egli stesso raccontò: “Ricevetti l’illuminazione
su tutta l’Opera, mentre leggevo quelle carte. Commosso, mi inginocchiai – ero solo nella mia camera, tra una meditazione e l’altra – resi grazie al Signore, e ricordo con emozione il suono delle campane della parrocchia di Nostra Signora degli Angeli”. “Vidi” è questo il termine che sempre usò per descrivere quel momento.

Capì cosa il Signore voleva da lui: fondare l’Opus Dei, un cammino spirituale per stimolare uomini e donne di tutti gli ambienti all’impegno personale nel seguire Cristo, amare la Chiesa e cercare la santità nella vita di tutti i giorni, in mezzo alle occupazioni quotidiane. Un cammino nuovo e allo stesso tempo antichissimo, come il Vangelo: far sì che i cristiani riscoprano il significato profondo del battesimo, e che vivano la fede nella normalità della vita, immersi nelle faccende di tutti i giorni. Era un’anticipazione di ciò che fu poi affermato solennemente dopo molti anni dal Concilio Vaticano II con il principio della chiamata universale alla santità.

Da quel momento in poi è come si fossero schiusi i cammini divini della terra. Chiunque, sia esso un padre di famiglia piuttosto che uno studente o un dirigente di azienda, chiunque è chiamato a diventare santo.

Josemaría Escrivá dedicò tutta la sua vita a spronare giovani, madri di famiglia, operai, dirigenti, professori e casalinghe a prendere sul serio la loro vocazione cristiana. Durante la sua vita l’Opus Dei crebbe e si diffuse in tutto il mondo portando molti frutti apostolici.

Escrivá morì a Roma il 26 giugno 1975. Aveva stabilito qui la sede centrale dell’Opera perché voleva che l’istituzione fosse universale, cattolica, e al servizio della Chiesa. Migliaia di persone si sono avvicinate a Cristo grazie al suo ministero, al suo esempio ed ai suoi scritti. Il 2 ottobre 2002, trecentomila pellegrini hanno avuto la gioia di assistere a Piazza San Pietro alla cerimonia in cui Giovanni Paolo II lo proclamò santo.

Per chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, San Josemaría, chiamato Padre dai suoi figli spirituali, era un uomo completo. Aveva un’attitudine innata a valorizzare e a voler bene alle persone che incontrava. In lui la fede era qualcosa che si poteva toccare. Parlava di San Giuseppe o della Madonna come se li avesse incontrati. E poi trasmetteva una serenità e un’allegria coinvolgenti, frutto non di un entusiasmo passeggero, ma di un atteggiamento stabile, dovuto alla sua consapevolezza profonda di essere figlio di Dio.

Un uomo con una tempra spirituale trascinante, che sapeva aprire orizzonti sconfinati a chi gli si avvicinava. Dal suo esempio e dalle sue parole sono venuti e continuano a venire molti frutti. Persone di tutte le età, razze, condizioni sociali e latitudini, che prendono sul serio la loro vocazione di figli di Dio e si sforzano per migliorarsi e per contribuire al bene della società, come cristiani ferventi.

Lo spirito dell’Opera

Il modo migliore per riassumere quale sia lo spirito dell’Opus Dei è una frase del suo Fondatore: “Vi assicuro, figli miei, che quando un cristiano compie con amore le attività quotidiane meno trascendenti, in esse trabocca la trascendenza di Dio. Per questo vi ho ripetuto, con ostinata insistenza, che la vocazione cristiana consiste nel trasformare in endecasillabi la prosa quotidiana. Il cielo e la terra, figli miei, sembra che si uniscano laggiù, sulla linea dell’orizzonte. E invece no, è nei vostri cuori che si fondono davvero, quando vivete santamente la vita ordinaria...”.

Lo spirito dell’Opera ha la sua radice nella convinzione cristiana che il mondo è buono perché le opere di Dio sono sempre perfette, e che siamo noi uomini che rendiamo il mondo cattivo con il peccato. San Josemaría ripeteva spesso che bisogna amare il mondo, perché nel mondo incontriamo Dio, perché nelle cose e negli avvenimenti del mondo Dio ci si manifesta e ci si rivela. È vero che il male e il bene si mescolano nella storia umana, e il cristiano deve essere quindi capace di discernere; ma questo discernimento non lo deve condurre mai ad aver paura del peccato che è nel mondo. Anzi, ogni buon cristiano è chiamato a farsi carico dei problemi della società contribuendo con la sua azione quotidiana a migliorare la vita degli altri. Il male si cancella con l’abbondanza di bene. Ognuno perciò è chiamato ad essere capace di comprendere chi gli sta attorno, a saper voler bene alle persone prendendosele sulle proprie spalle. Come diceva San Josemaría: “Questa è stata la grande rivoluzione cristiana: trasformare il dolore in una sofferenza feconda; fare, di un male, un bene. Abbiamo spogliato il diavolo di quest’arma...; e, con essa, conquistiamo l’eternità”.

Una delle caratteristiche fondamentali dell’Opus Dei è la libertà dei membri in campo professionale e sociale. L’Opera si occupa della formazione cristiana e della direzione spirituale, lasciando poi libero ognuno di agire nella società secondo le sue inclinazioni, secondo la sua professione e secondo i suoi criteri. L’Opera viene a ricordare all’interno della Chiesa la giusta autonomia dei laici. Tutte le attività dell’Opus Dei tendono essenzialmente a una sola meta: fornire ai membri l’assistenza spirituale necessaria per la loro vita di pietà, e una adeguata preparazione spirituale, dottrinale e umana. Come diceva il Fondatore: “Poi, ciascuno impari a nuotare! Agisca cioè come vero cristiano per santificare le vie degli uomini”. Il pluralismo è una caratteristica essenziale del buono spirito dell’Opus Dei.

Quello che San Josemaría ha riportato all’attenzione è il modello dei primi cristiani. Il cristianesimo agli inizi si è diffuso a partire da persone comuni che, rimanendo al loro posto nella società, vivevano con naturalezza il loro rapporto con Dio e diffondevano il Vangelo tra i loro colleghi, i loro familiari, i loro concittadini, con l’esempio, con l’amicizia e con iniziativa personale. Questa è la santità “in mezzo al mondo” vivere la fede attraverso le occupazioni
terrene e non malgrado esse. La novità di San Josemaría consiste nell’aver ridato spazio e dignità alla vita quotidiana come ambito adeguato all’incontro con Dio.

All’epoca dei primi cristiani era logico e connaturato al messaggio evangelico che le situazioni normali – il lavoro, la famiglia, gli affetti, – fossero il luogo naturale in cui vivere il proprio rapporto con Dio. I non cristiani rimanevano colpiti da “come si volevano bene”. È il primo tratto distintivo che viene notato. Quando Pietro è in carcere, la comunità prega, si riunisce in preghiera. Non avvia trattative: prega. E Pietro viene miracolosamente liberato. Una fede praticata. Quando marito e moglie, Aquila e Priscilla, conoscono un intellettuale dell’epoca, di nome Apollo, che dimostra apprezzamento per il cristianesimo, non lo mandano da un prete o da un teologo. Lo formano loro. Dimostrano di sentirsi parte viva della Chiesa e di conoscerne bene il messaggio fondamentale.

È questo ciò che l’Opera promuove: fare di ciascun cristiano un cristiano fervente che agisce in prima persona nella società e diffonde il cristianesimo con il suo esempio, con il suo lavoro, con la sua vita. Nel corso dei secoli si era cristallizzata nella cultura cristiana l’idea che per essere santi, per raggiungere la perfezione, fosse necessario distaccarsi dal mondo. È il modello del monaco o del frate, del religioso. In qualche modo il modello è un personaggio
estraneo alla vita quotidiana anche se ispiratore di grandi valori. La vita quotidiana tende ad essere considerata in pratica come l’ambiente dei non perfetti.

Si capisce allora come, in questo contesto, l’affermazione di Escrivá, dell’inizio del ‘900, che si può essere santi continuando a vivere in mezzo al mondo suonasse come eretica. È un messaggio che opera una sorta di rivoluzione copernicana. Il mondo, che sembrava il territorio da fuggire, diventa il teatro del nostro incontro con Dio. La nostra situazione concreta con i suoi limiti e inconvenienti non è altro che il quadro della nostra vocazione e della nostra missione. Gli eroi nuovi sono quelli che vivono l’avventura della vita quotidiana portando l’invisibile bandiera dell’amore di Cristo.

Come è organizzata l’Opus Dei


L’Opera è giuridicamente una Prelatura personale. Questa configurazione giuridica, frutto di un itinerario lungo e impegnativo, fu raggiunta nel 1982. Una Prelatura personale è come una diocesi senza un territorio specifico di competenza. Fu il Concilio Vaticano II a prevedere la possibilità di istituire prelature che rispondessero a specifiche necessità apostoliche. La specificità dell’Opus Dei sta proprio nel suo messaggio incentrato sul cristianesimo vissuto nelle circostanze ordinarie della vita.

La veste giuridica è importante perché è la più adatta a esprimere l’“ordinarietà” dei fedeli dell’Opus Dei. Essi sono cristiani comuni, in tutto e per tutto simili agli altri battezzati, non fanno voti, non si distaccano dal mondo, rimangono nel loro ambiente familiare e di lavoro. Sono persone comuni che accettano di impegnarsi a vivere la loro vocazione di battezzati.

Fanno parte della Prelatura più di 84.000 persone, dei quali circa 1.800 sono sacerdoti. A capo dell’istituzione vi è il Prelato, il vescovo Mons. Javier Echevarría, che da giovane ha lavorato per più di 20 anni a fianco del fondatore.

Ciò che fondamentalmente fa l’Opus Dei è organizzare attività spirituali per aiutare coloro che lo desiderano a migliorare la propria vita interiore e il proprio rapporto con Dio. Queste attività si svolgono in centri dell’Opus Dei, nelle chiese, o nelle parrocchie o nel domicilio di qualcuno che vi partecipa; sono aperte a tutti. Sono le attività classiche della catechesi della Chiesa Cattolica: direzione spirituale, ritiri, lezioni dottrinali e di catechismo, pensate con una speciale attenzione a chi vuole vivere la vita cristiana in mezzo alle occupazioni quotidiane. Ogni fedele della Prelatura vive la sua vita nel posto che occupa: impiegato, operaio, professionista, casalinga e porta nel suo ambiente una personale testimonianza di fede.

Accanto alle iniziative del singolo in tutto il mondo sono nate attività apostoliche promosse da fedeli dell’Opus Dei, assieme ad altre persone, che godono della garanzia morale della Prelatura, che si incarica di tutto ciò che riguarda il loro orientamento cristiano. Sono iniziative di carattere civile, senza scopo di lucro e con una finalità apostolica e di servizio. Istituzioni educative e assistenziali, come scuole, università, centri di promozione della donna, ambulatori medici in zone sottosviluppate, scuole per contadini, istituti di formazione professionale, residenze per studenti, centri culturali, ecc. La responsabilità piena della titolarità e della gestione delle opere apostoliche appartiene sempre a chi le ha avviate e non alla Prelatura dell’Opus Dei, che se ne assume solo l’orientamento spirituale e dottrinale.

Sono iniziative che nascono per rispondere a sfide concrete delle società in cui operano. Rispondono a quel principio evangelico secondo cui il cristiano deve essere una persona che ha a cuore la sorte dei suoi simili e che deve lavorare per rendere il mondo un posto migliore.

Si potrebbe dire che l’Opera ha come effetto quello di umanizzare il Nord e professionalizzare il Sud. Nei paesi avanzati l’Opera aiuta le persone ad essere lavoratori onesti, mogli e mariti esemplari, cittadini impegnati per il bene sociale; nei paesi in via di sviluppo l’Opera forma cittadini che si fanno carico delle necessità di crescita dei loro paesi, promuovendo una formazione umana e professionale adatte a costruire il futuro.

Alcuni esempi di attività promosse da fedeli dell’Opus Dei

Le attività sociali promosse da persone dell’Opera in tutto il mondo nascono spontaneamente laddove sorge una necessità specifica.

Per quanto riguarda l’Africa un progetto esemplare è quello di Harambee, un fondo nato in occasione della canonizzazione di San Josemaría per promuovere progetti di sviluppo nel continente. Harambee sostiene progetti che abbiano come protagonisti gli africani stessi, secondo la convinzione che il vero sviluppo verrà dall’interno dell’Africa. Il fondo finora ha sostenuto 28 progetti in 14 paesi africani: Ruanda, Sud Africa, Mozambico, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Nigeria, Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Kenya, Cameroun, Guinea Bissau, Sierra Leone, Madagascar. I progetti vengono selezionati in base al loro valore professionale e alla loro efficacia. Vanno da programmi di formazione per contadini e artigiani, a corsi per la promozione delle donne africane, fino a progetti educativi per favorire il reinserimento sociale di ex-detenuti.

Sempre in Africa nel 1961, nel momento in cui il Kenia si preparava all’indipendenza, San Josemaría invitò alcuni suoi figli spirituali a fondare un centro educativo che fosse interrazziale, nonostante le separazioni presenti. Quarant’anni dopo lo Strathmore College è frequentato da numerosi studenti provenienti da diverse etnie e tradizioni religiose, il 95% degli studenti ha la possibilità di accedere all’Università.

In Messico, La Scuola Femminile di Montefalco e Il Centro El Peñon sono due scuole rurali dedicate alla formazione professionale dei contadini della regione. Inoltre ad ovest di Città del Messico, in una regione rurale abitata da indigeni delle etnie otomí e mazahua, si organizzano corsi amministrativi per aprire alle donne della zona l’accesso a posti di lavoro nella funzione pubblica e nelle industrie delle città vicine. Nel comune di Guadalupe opera
la Città dei Bambini di Monterrey per l’accoglienza, l’educazione e l’assistenza alimentare di bambini abbandonati.

Ma anche in Colombia con Scuole Agrarie e programmi di formazione per donne nei quartieri poveri delle grandi città. E poi in Guatemala, Bolivia, Perù, Uruguay, Brasile; corsi di avviamento professionale per giovani, istituti che si occupano di sviluppo rurale, ambulatori medici, ospedali, scuole. La presenza di iniziative educative e assistenziali promosse da fedeli dell’Opus Dei si spinge fino alle Filippine.

Ma queste iniziative non trascurano i paesi ricchi. Negli Stati Uniti, ad esempio, nel Bronx a New York, ogni anno centinaia di ragazzi frequentano il centro Crotona, che promuove programmi educativi per imparare a lavorare e accrescere il senso civico.

In Italia sono molte le iniziative che si rifanno allo spirito di san Josemaría. A Roma, l’Università Campus Bio-Medico, con facoltà di Medicina e Chirurgia e Ingegneria biomedica, cerca di realizzare una medicina rispettosa della persona, facendo sì che i pazienti siano trattati con affetto, come parenti. Nel 2003 ha festeggiato il suo primo decennale di attività e in questi mesi si è trasferito nella sua sede definitiva di Trigoria su un terreno di 60 ettari. A pieno regime avrà un ospedale di circa 400 posti letto e potrà ospitare migliaia di studenti dando lavoro a circa 3000 persone.

Sempre a Roma, da 40 anni, opera il Centro ELIS. Una Scuola di formazione professionale nata su impulso di papa Giovanni XXIII che ne affidò la realizzazione a San Josemaría e ai suoi figli spirituali. I corsi vanno dai mestieri tecnici tradizionali alle nuove tecnologie multimediali, ai corsi d’artigianato per Orafi e Orologiai, alla scuola SAFI per i servizi alberghieri e della ristorazione. L’Elis riesce ogni anno a inserire nel mondo del lavoro il 99% degli allievi che frequentano i corsi, contribuendo anche all’inserimento sociale di molti ragazzi provenienti da famiglie disagiate della
periferia romana.

In Italia vi sono numerosi collegi universitari, sparsi per la penisola, la cui proprietà e/o gestione appartiene a Enti Morali legalmente riconosciuti, come per esempio la Fondazione Rui, l’Associazione Arces, l’Istituto IPE, e altri. Le città in cui operano i collegi sono: Milano, Verona, Bologna, Genova, Roma, Bari, Catania, Palermo. In queste residenze gli studenti integrano i corsi universitari con attività di orientamento professionale, culturali, iniziative di volontariato allargando così le loro prospettive e ricevendo una formazione completa.

Per saperne di più


L’ottantesimo anniversario della fondazione dell’Opus Dei sarà un momento importante. Si è deciso in vista di quella data di potenziare soprattutto le attività di comunicazione che facciano conoscere sempre di più l’Opera in Italia.

Da sempre la prelatura è impegnata in una costante campagna di informazione sulle sue attività. Il sito istituzionale, www.opusdei.org, è tradotto in circa trenta lingue – tra cui l’arabo e il cinese – e fornisce notizie costantemente aggiornate con testimonianze di fedeli della prelatura, le novità, i discorsi e gli scritti del Prelato, le iniziative apostoliche. Accanto a questo vi sono altri siti: www.escrivaworks.org che contiene tutti gli scritti del fondatore consultabili e scaricabili gratuitamente in diverse lingue; www.josemariaescriva.info dedicato al fondatore,
alla sua storia, alla devozione che viene vissuta in tutto il mondo; www.romana.org è il sito del bollettino ufficiale della Prelatura.

Nel corso del 2008 vi saranno numerose pubblicazioni sull’Opus Dei. Sono già in libreria diversi studi interessanti, primo fra tutti il best seller di Vittorio Messori, “Opus Dei un’indagine” (Oscar Mondadori), e poi anche “Opus Dei, la vera storia” (Newton) del noto vaticanista americano John Allen. In questi giorni è uscito per i tipi della Lindau il volume del francese Patrice de Plunkett “Opus Dei, tutta la verità”.

Delle edizioni Ares è da poco disponibile “I ragazzi di via Sandri” di Pierluigi Bartolomei che racconta le storie commoventi di alcuni allievi della Scuola Elis. Inoltre tra qualche giorno sarà in libreria un progetto della Rizzoli di un libro+dvd sull’Opus Dei curato da Giovanni Minoli.

E poi tanti altri progetti in cantiere tra i quali un lungometraggio animato sulla vita del fondatore prodotto da Mondo Tv che presto sarà trasmesso in tv e distribuito nelle librerie.


* Dice di sé:
Giuseppe Corigliano nasce nel 1942 a Napoli, dove si laurea in ingegneria elettrotecnica. Conosce l’Opus Dei e il suo Fondatore, San Josemaría Escrivá, e aderisce all’Opera nel 1960. Dirige il centro dell’Opus Dei a Napoli fino al 1970 quando si trasferisce a Milano per entrare a far parte della Commissione Regionale dell’Opus Dei in Italia, l’organo di governo delle attività dell’Opera nel nostro Paese. Da allora si è occupato della comunicazione dell’Istituzione e, in questa veste, è entrato in contatto con significativi personaggi del mondo dei media, fra i quali Indro Montanelli, Leonardo Mondadori, Vittorio Messori e tanti altri. Nel 1980 viene a Roma a dirigere il nuovo Ufficio Informazioni dell’Opus Dei e in particolare si trova a seguire avvenimenti significativi dell’Istituzione: nel 1982 l’erezione dell’Opera in Prelatura Personale, nel 1992 la beatificazione e nel 2002 la canonizzazione del Fondatore. Da sempre ha seguito anche le attività formative dell’Opus Dei con studenti universitari.





GIUSEPPE PARINI

E per lasciare da un lato le dispute che si sono fatte

per definire quest’arte, io credo, appoggiandomi all’autorità

de’ migliori maestri, esser la poesia l’arte d’imitare o di dipingere

in versi le cose in modo che sien mossi gli affetti di chi legge od

ascolta, acciocché ne nasca diletto. Questo è il principal fine

della poesia, e di qui ha avuto cominciamento.

(Da “Discorso sopra la poesia”, 1761)




 

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