ATTUALITA'
OPUS DEI,
LA SANTITÀ NELLA QUOTIDIANITÀ
Gli ottant’anni della fondazione sono un’occasione per
rinnovare
l’invito di San Josemaría a vivere
la fede attraverso le ordinarie
occupazioni terrene e non malgrado esse
Giuseppe Corigliano*
Il 2 ottobre 2008 si compirà l’ottantesimo
anniversario della fondazione dell’Opus Dei. Questa
istituzione, di cui curo la comunicazione in Italia
ormai da quasi quarant’anni, deve ancora in larga
parte essere scoperta. Molte persone magari ne hanno
sentito
parlare o la vedono citata – talvolta a sproposito –
su quotidiani e tg,
ma ancora credo che ci sia bisogno di spiegarla.
L’Opus Dei prima che un’istituzione è uno spirito,
un messaggio,
un’idea che si capisce veramente solo quando la “si
vede”
vissuta nella vita di qualcuno. Il messaggio
fondamentale che il suo
fondatore, San Josemaría, voleva trasmettere è
quello che si può essere
cristiani ferventi, santi, rimanendo al proprio
posto, indaffarati
nelle cose di tutti i giorni.
Sei uno studente? – diceva il fondatore – allora Dio
ti aspetta
nel tuo studio; sei un marito? Allora la strada per
arrivare a Dio
porta il nome di tua moglie. È un messaggio di
santità in mezzo al
mondo, in cui tutto, ogni aspetto della vita,
persino le cose più piccole,
possono trasformarsi in un’occasione di incontro con
Dio.
Presentata in questo modo la cosa può sembrare di
poco
conto, quasi banale. In realtà in questo semplice
messaggio è contenuto
un potenziale rivoluzionario non indifferente. Per
capirlo si
potrebbe fare uno sforzo di immaginazione nel
pensare come sarebbe
la società attuale se fosse popolata di cristiani
ferventi che,
ognuno al suo posto, si sforzano di vivere le virtù
della laboriosità,
della pazienza, dell’attenzione all’altro,
dell’onestà, mossi dal desiderio
di fare tutto per amore, con l’anelito di essere al
servizio
degli altri.
In un mondo che ha in certi aspetti smarrito il
senso della
vita, in cui ci si accorge della necessità di
qualcosa di nuovo, di nobile,
di impegnativo, che ridoni serenità e faccia
riscoprire il gusto
della vita, gli insegnamenti di San Josemaría
ridonano smalto al
messaggio evangelico, mostrando il cristianesimo in
tutta la sua bellezza
e attrattività.
San Josemaría
Per capire l’Opus Dei non si può che partire dal suo
fondatore.
Una volta, rispondendo a una signora in un incontro
pubblico,
espresse così il nucleo del messaggio dell’Opera:
“Tu sei capace di
trasformare la prosa della tua giornata in
endecasillabi, in poesia
epica, ne sono sicuro. Tu ti fai ogni giorno un
orario appropriato e
così ogni giornata avrà una melodia nuova, come una
canzone alla
moda. Sei d’accordo? Certe volte ci sarà un ritmo, e
certe altre…
Quando tuo marito ti dice che ti vuole bene, in
questo c’è un suono
ogni giorno diverso e ogni giorno più bello. Tu
mettiti faccia a faccia
con Dio, figlia mia: devi amare Dio con lo stesso
cuore con cui
ami tuo marito. E l’amore per tuo marito sarà sempre
più grande, e
così avverrà all’amore per i tuoi figli, per il tuo
focolare, per la tua
gente, per la tua patria, per l’umanità intera. E se
fai tutto per amore
ti sentirai capace di sacrificare un po’ più la tua
vita, benché il tempo
non ti avanzi. L’amore ha le ali. E vedrai che certe
volte voli più
in basso, e altre più in alto, e pertanto la
prospettiva delle giornate,
benché siano simili le une alle altre, è sempre
diversa. E tu lo sai, e
lo metti in pratica, e lo vivi”.
Questo ideale di santità in mezzo al mondo, questo
cammino
per cristiani indaffarati nelle cose più banali e
ordinarie, irruppe nel
mondo il 2 ottobre 1928. San Josemaría all’epoca era
un giovane sacerdote
di 26 anni. Per molto tempo aveva avvertito dentro
di sé
l’impulso a mettersi a completa disposizione di Dio,
sentendosi
chiamato a fare qualcosa. Diventato sacerdote nel
1925 per alcuni
anni andava ripetendo nelle sue preghiere “Domine,
ut videam!”,
Signore fa che io veda!
Era nato nel 1902, in una piccola città della
Spagna,
Barbastro. Secondo di sei fratelli conobbe le
difficoltà della vita fin
da tenera età: tre delle sue sorelline morirono
precocemente e l’attività
di suo padre, a causa della cattiva gestione di un
socio, subì un
tracollo finanziario costringendo tutta la famiglia
ad abbandonare
uno stile di vita agiato per far fronte alle
ristrettezze economiche. Dai genitori, José e
Dolores, imparò cosa significava il cristianesimo
vissuto nella semplicità della vita di tutti i
giorni. Eroicamente, ma
senza scalpore, i genitori furono un esempio di cosa
significa il vero
amore tra marito e moglie, conducendo una vita piena
di affetto, serenità
e fiducia in Dio anche in mezzo alle difficoltà.
Il 2 ottobre 1928, festa degli Angeli Custodi, San
Josemaría
era a un ritiro spirituale a Madrid. Era nella sua
stanza mentre stava
riordinando una serie di appunti spirituali, quando
successe qualcosa,
un’ispirazione divina irruppe nella sua anima. Vide
l’Opus Dei. Fu un
momento di grazia come egli stesso raccontò:
“Ricevetti l’illuminazione
su tutta l’Opera, mentre leggevo quelle carte.
Commosso, mi inginocchiai
– ero solo nella mia camera, tra una meditazione e
l’altra –
resi grazie al Signore, e ricordo con emozione il
suono delle campane
della parrocchia di Nostra Signora degli Angeli”.
“Vidi” è questo il
termine che sempre usò per descrivere quel momento.
Capì cosa il Signore voleva da lui: fondare l’Opus
Dei, un
cammino spirituale per stimolare uomini e donne di
tutti gli ambienti
all’impegno personale nel seguire Cristo, amare la
Chiesa e cercare
la santità nella vita di tutti i giorni, in mezzo
alle occupazioni quotidiane.
Un cammino nuovo e allo stesso tempo antichissimo,
come
il Vangelo: far sì che i cristiani riscoprano il
significato profondo del
battesimo, e che vivano la fede nella normalità
della vita, immersi
nelle faccende di tutti i giorni. Era
un’anticipazione di ciò che fu poi
affermato solennemente dopo molti anni dal Concilio
Vaticano II
con il principio della chiamata universale alla
santità.
Da quel momento in poi è come si fossero schiusi i
cammini
divini della terra. Chiunque, sia esso un padre di
famiglia piuttosto
che uno studente o un dirigente di azienda, chiunque
è chiamato
a diventare santo.
Josemaría Escrivá dedicò tutta la sua vita a
spronare giovani,
madri di famiglia, operai, dirigenti, professori e
casalinghe a
prendere sul serio la loro vocazione cristiana.
Durante la sua vita
l’Opus Dei crebbe e si diffuse in tutto il mondo
portando molti frutti
apostolici.
Escrivá morì a Roma il 26 giugno 1975. Aveva
stabilito qui
la sede centrale dell’Opera perché voleva che
l’istituzione fosse universale,
cattolica, e al servizio della Chiesa. Migliaia di
persone si
sono avvicinate a Cristo grazie al suo ministero, al
suo esempio ed
ai suoi scritti. Il 2 ottobre 2002, trecentomila
pellegrini hanno avuto
la gioia di assistere a Piazza San Pietro alla
cerimonia in cui
Giovanni Paolo II lo proclamò santo. Per chi, come
me, ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente,
San Josemaría, chiamato Padre dai suoi figli
spirituali, era
un uomo completo. Aveva un’attitudine innata a
valorizzare e a voler
bene alle persone che incontrava. In lui la fede era
qualcosa che
si poteva toccare. Parlava di San Giuseppe o della
Madonna come se
li avesse incontrati. E poi trasmetteva una serenità
e un’allegria
coinvolgenti, frutto non di un entusiasmo
passeggero, ma di un atteggiamento
stabile, dovuto alla sua consapevolezza profonda di
essere
figlio di Dio.
Un uomo con una tempra spirituale trascinante, che
sapeva
aprire orizzonti sconfinati a chi gli si avvicinava.
Dal suo esempio e
dalle sue parole sono venuti e continuano a venire
molti frutti.
Persone di tutte le età, razze, condizioni sociali e
latitudini, che
prendono sul serio la loro vocazione di figli di Dio
e si sforzano per
migliorarsi e per contribuire al bene della società,
come cristiani ferventi.
Lo spirito dell’Opera
Il modo migliore per riassumere quale sia lo spirito
dell’Opus Dei è una frase del suo Fondatore: “Vi
assicuro, figli miei,
che quando un cristiano compie con amore le attività
quotidiane
meno trascendenti, in esse trabocca la trascendenza
di Dio. Per questo
vi ho ripetuto, con ostinata insistenza, che la
vocazione cristiana
consiste nel trasformare in endecasillabi la prosa
quotidiana. Il cielo
e la terra, figli miei, sembra che si uniscano
laggiù, sulla linea dell’orizzonte.
E invece no, è nei vostri cuori che si fondono
davvero,
quando vivete santamente la vita ordinaria...”.
Lo spirito dell’Opera ha la sua radice nella
convinzione
cristiana che il mondo è buono perché le opere di
Dio sono sempre
perfette, e che siamo noi uomini che rendiamo il
mondo cattivo con
il peccato. San Josemaría ripeteva spesso che
bisogna amare il mondo,
perché nel mondo incontriamo Dio, perché nelle cose
e negli avvenimenti
del mondo Dio ci si manifesta e ci si rivela. È vero
che il
male e il bene si mescolano nella storia umana, e il
cristiano deve essere
quindi capace di discernere; ma questo discernimento
non lo
deve condurre mai ad aver paura del peccato che è
nel mondo. Anzi,
ogni buon cristiano è chiamato a farsi carico dei
problemi della società
contribuendo con la sua azione quotidiana a
migliorare la vita
degli altri. Il male si cancella con l’abbondanza di
bene. Ognuno
perciò è chiamato ad essere capace di comprendere
chi gli sta attorno, a saper voler bene alle persone
prendendosele sulle proprie spalle.
Come diceva San Josemaría: “Questa è stata la grande
rivoluzione
cristiana: trasformare il dolore in una sofferenza
feconda; fare, di
un male, un bene. Abbiamo spogliato il diavolo di
quest’arma...; e,
con essa, conquistiamo l’eternità”.
Una delle caratteristiche fondamentali dell’Opus Dei
è
la libertà dei membri in campo professionale e
sociale. L’Opera si occupa
della formazione cristiana e della direzione
spirituale, lasciando
poi libero ognuno di agire nella società secondo le
sue inclinazioni,
secondo la sua professione e secondo i suoi criteri.
L’Opera viene a
ricordare all’interno della Chiesa la giusta
autonomia dei laici. Tutte
le attività dell’Opus Dei tendono essenzialmente a
una sola meta: fornire
ai membri l’assistenza spirituale necessaria per la
loro vita di
pietà, e una adeguata preparazione spirituale,
dottrinale e umana.
Come diceva il Fondatore: “Poi, ciascuno impari a
nuotare! Agisca
cioè come vero cristiano per santificare le vie
degli uomini”. Il pluralismo
è una caratteristica essenziale del buono spirito
dell’Opus Dei.
Quello che San Josemaría ha riportato all’attenzione
è
il modello dei primi cristiani. Il cristianesimo
agli inizi si è diffuso a
partire da persone comuni che, rimanendo al loro
posto nella società,
vivevano con naturalezza il loro rapporto con Dio e
diffondevano il
Vangelo tra i loro colleghi, i loro familiari, i
loro concittadini, con
l’esempio, con l’amicizia e con iniziativa
personale. Questa è la santità
“in mezzo al mondo” vivere la fede attraverso le
occupazioni
terrene e non malgrado esse. La novità di San
Josemaría consiste
nell’aver ridato spazio e dignità alla vita
quotidiana come ambito
adeguato all’incontro con Dio.
All’epoca dei primi cristiani era logico e
connaturato al messaggio
evangelico che le situazioni normali – il lavoro, la
famiglia,
gli affetti, – fossero il luogo naturale in cui
vivere il proprio rapporto
con Dio. I non cristiani rimanevano colpiti da “come
si volevano
bene”. È il primo tratto distintivo che viene
notato. Quando Pietro è
in carcere, la comunità prega, si riunisce in
preghiera. Non avvia
trattative: prega. E Pietro viene miracolosamente
liberato. Una fede
praticata. Quando marito e moglie, Aquila e
Priscilla, conoscono un
intellettuale dell’epoca, di nome Apollo, che
dimostra apprezzamento
per il cristianesimo, non lo mandano da un prete o
da un teologo.
Lo formano loro. Dimostrano di sentirsi parte viva
della Chiesa e di
conoscerne bene il messaggio fondamentale.
È questo ciò che l’Opera promuove: fare di ciascun
cristiano
un cristiano fervente che agisce in prima persona
nella società e diffonde il cristianesimo con il suo
esempio, con il suo lavoro, con
la sua vita. Nel corso dei secoli si era
cristallizzata nella cultura cristiana
l’idea che per essere santi, per raggiungere la
perfezione, fosse
necessario distaccarsi dal mondo. È il modello del
monaco o del
frate, del religioso. In qualche modo il modello è
un personaggio
estraneo alla vita quotidiana anche se ispiratore di
grandi valori. La
vita quotidiana tende ad essere considerata in
pratica come l’ambiente
dei non perfetti.
Si capisce allora come, in questo contesto,
l’affermazione di
Escrivá, dell’inizio del ‘900, che si può essere
santi continuando a
vivere in mezzo al mondo suonasse come eretica. È un
messaggio
che opera una sorta di rivoluzione copernicana. Il
mondo, che sembrava
il territorio da fuggire, diventa il teatro del
nostro incontro con
Dio. La nostra situazione concreta con i suoi limiti
e inconvenienti
non è altro che il quadro della nostra vocazione e
della nostra missione.
Gli eroi nuovi sono quelli che vivono l’avventura
della vita
quotidiana portando l’invisibile bandiera dell’amore
di Cristo.
Come è organizzata l’Opus Dei
L’Opera è giuridicamente una Prelatura personale.
Questa
configurazione giuridica, frutto di un itinerario
lungo e impegnativo,
fu raggiunta nel 1982. Una Prelatura personale è
come una diocesi
senza un territorio specifico di competenza. Fu il
Concilio Vaticano
II a prevedere la possibilità di istituire prelature
che rispondessero a
specifiche necessità apostoliche. La specificità
dell’Opus Dei sta
proprio nel suo messaggio incentrato sul
cristianesimo vissuto nelle
circostanze ordinarie della vita.
La veste giuridica è importante perché è la più
adatta a esprimere
l’“ordinarietà” dei fedeli dell’Opus Dei. Essi sono
cristiani comuni,
in tutto e per tutto simili agli altri battezzati,
non fanno voti,
non si distaccano dal mondo, rimangono nel loro
ambiente familiare
e di lavoro. Sono persone comuni che accettano di
impegnarsi a
vivere la loro vocazione di battezzati.
Fanno parte della Prelatura più di 84.000 persone,
dei quali
circa 1.800 sono sacerdoti. A capo dell’istituzione
vi è il Prelato, il
vescovo Mons. Javier Echevarría, che da giovane ha
lavorato per più
di 20 anni a fianco del fondatore.
Ciò che fondamentalmente fa l’Opus Dei è organizzare
attività
spirituali per aiutare coloro che lo desiderano a
migliorare la
propria vita interiore e il proprio rapporto con
Dio. Queste attività si svolgono in centri dell’Opus
Dei, nelle chiese, o nelle parrocchie o
nel domicilio di qualcuno che vi partecipa; sono
aperte a tutti. Sono
le attività classiche della catechesi della Chiesa
Cattolica: direzione
spirituale, ritiri, lezioni dottrinali e di
catechismo, pensate con una
speciale attenzione a chi vuole vivere la vita
cristiana in mezzo alle
occupazioni quotidiane. Ogni fedele della Prelatura
vive la sua vita
nel posto che occupa: impiegato, operaio,
professionista, casalinga e
porta nel suo ambiente una personale testimonianza
di fede.
Accanto alle iniziative del singolo in tutto il
mondo sono
nate attività apostoliche promosse da fedeli
dell’Opus Dei, assieme
ad altre persone, che godono della garanzia morale
della Prelatura,
che si incarica di tutto ciò che riguarda il loro
orientamento cristiano.
Sono iniziative di carattere civile, senza scopo di
lucro e con una
finalità apostolica e di servizio. Istituzioni
educative e assistenziali,
come scuole, università, centri di promozione della
donna, ambulatori
medici in zone sottosviluppate, scuole per
contadini, istituti di
formazione professionale, residenze per studenti,
centri culturali,
ecc. La responsabilità piena della titolarità e
della gestione delle
opere apostoliche appartiene sempre a chi le ha
avviate e non alla
Prelatura dell’Opus Dei, che se ne assume solo
l’orientamento spirituale
e dottrinale.
Sono iniziative che nascono per rispondere a sfide
concrete
delle società in cui operano. Rispondono a quel
principio evangelico
secondo cui il cristiano deve essere una persona che
ha a cuore la
sorte dei suoi simili e che deve lavorare per
rendere il mondo un posto
migliore.
Si potrebbe dire che l’Opera ha come effetto quello
di umanizzare
il Nord e professionalizzare il Sud. Nei paesi
avanzati
l’Opera aiuta le persone ad essere lavoratori
onesti, mogli e mariti
esemplari, cittadini impegnati per il bene sociale;
nei paesi in via di
sviluppo l’Opera forma cittadini che si fanno carico
delle necessità
di crescita dei loro paesi, promuovendo una
formazione umana e
professionale adatte a costruire il futuro.
Alcuni esempi di attività promosse da fedeli
dell’Opus Dei
Le attività sociali promosse da persone dell’Opera
in tutto il
mondo nascono spontaneamente laddove sorge una
necessità specifica.
Per quanto riguarda l’Africa un progetto esemplare è
quello di
Harambee, un fondo nato in occasione della
canonizzazione di San
Josemaría per promuovere progetti di sviluppo nel
continente. Harambee sostiene progetti che abbiano
come protagonisti gli africani
stessi, secondo la convinzione che il vero sviluppo
verrà dall’interno
dell’Africa. Il fondo finora ha sostenuto 28
progetti in 14 paesi
africani: Ruanda, Sud Africa, Mozambico, Burkina
Faso, Costa
d’Avorio, Nigeria, Uganda, Repubblica Democratica
del Congo,
Sudan, Kenya, Cameroun, Guinea Bissau, Sierra Leone,
Madagascar.
I progetti vengono selezionati in base al loro
valore professionale e
alla loro efficacia. Vanno da programmi di
formazione per contadini e
artigiani, a corsi per la promozione delle donne
africane, fino a progetti
educativi per favorire il reinserimento sociale di
ex-detenuti.
Sempre in Africa nel 1961, nel momento in cui il
Kenia
si preparava all’indipendenza, San Josemaría invitò
alcuni suoi figli
spirituali a fondare un centro educativo che fosse
interrazziale, nonostante
le separazioni presenti. Quarant’anni dopo lo
Strathmore
College è frequentato da numerosi studenti
provenienti da diverse
etnie e tradizioni religiose, il 95% degli studenti
ha la possibilità di
accedere all’Università.
In Messico, La Scuola Femminile di Montefalco e Il
Centro El Peñon sono due scuole rurali dedicate alla
formazione
professionale dei contadini della regione. Inoltre
ad ovest di Città
del Messico, in una regione rurale abitata da
indigeni delle etnie
otomí e mazahua, si organizzano corsi amministrativi
per aprire alle
donne della zona l’accesso a posti di lavoro nella
funzione pubblica
e nelle industrie delle città vicine. Nel comune di
Guadalupe opera
la Città dei Bambini di Monterrey per l’accoglienza,
l’educazione e
l’assistenza alimentare di bambini abbandonati.
Ma anche in Colombia con Scuole Agrarie e programmi
di formazione per donne nei quartieri poveri delle
grandi città. E
poi in Guatemala, Bolivia, Perù, Uruguay, Brasile;
corsi di avviamento
professionale per giovani, istituti che si occupano
di sviluppo
rurale, ambulatori medici, ospedali, scuole. La
presenza di iniziative
educative e assistenziali promosse da fedeli
dell’Opus Dei si spinge
fino alle Filippine.
Ma queste iniziative non trascurano i paesi ricchi.
Negli Stati
Uniti, ad esempio, nel Bronx a New York, ogni anno
centinaia di ragazzi
frequentano il centro Crotona, che promuove
programmi educativi
per imparare a lavorare e accrescere il senso
civico.
In Italia sono molte le iniziative che si rifanno
allo spirito di
san Josemaría. A Roma, l’Università Campus
Bio-Medico, con facoltà
di Medicina e Chirurgia e Ingegneria biomedica,
cerca di realizzare
una medicina rispettosa della persona, facendo sì
che i pazienti siano trattati con affetto, come
parenti. Nel 2003 ha festeggiato
il suo primo decennale di attività e in questi mesi
si è trasferito
nella sua sede definitiva di Trigoria su un terreno
di 60 ettari. A pieno
regime avrà un ospedale di circa 400 posti letto e
potrà ospitare
migliaia di studenti dando lavoro a circa 3000
persone.
Sempre a Roma, da 40 anni, opera il Centro ELIS. Una
Scuola di formazione professionale nata su impulso
di papa
Giovanni XXIII che ne affidò la realizzazione a San
Josemaría e ai
suoi figli spirituali. I corsi vanno dai mestieri
tecnici tradizionali alle
nuove tecnologie multimediali, ai corsi
d’artigianato per Orafi e
Orologiai, alla scuola SAFI per i servizi
alberghieri e della ristorazione.
L’Elis riesce ogni anno a inserire nel mondo del
lavoro il 99%
degli allievi che frequentano i corsi, contribuendo
anche all’inserimento
sociale di molti ragazzi provenienti da famiglie
disagiate della
periferia romana.
In Italia vi sono numerosi collegi universitari,
sparsi per la
penisola, la cui proprietà e/o gestione appartiene a
Enti Morali legalmente
riconosciuti, come per esempio la Fondazione Rui,
l’Associazione Arces, l’Istituto IPE, e altri. Le
città in cui operano i
collegi sono: Milano, Verona, Bologna, Genova, Roma,
Bari,
Catania, Palermo. In queste residenze gli studenti
integrano i corsi
universitari con attività di orientamento
professionale, culturali, iniziative
di volontariato allargando così le loro prospettive
e ricevendo
una formazione completa.
Per saperne di più
L’ottantesimo anniversario della fondazione
dell’Opus Dei
sarà un momento importante. Si è deciso in vista di
quella data di
potenziare soprattutto le attività di comunicazione
che facciano conoscere
sempre di più l’Opera in Italia.
Da sempre la prelatura è impegnata in una costante
campagna
di informazione sulle sue attività. Il sito
istituzionale, www.opusdei.org,
è tradotto in circa trenta lingue – tra cui l’arabo
e il cinese – e fornisce
notizie costantemente aggiornate con testimonianze
di fedeli della prelatura,
le novità, i discorsi e gli scritti del Prelato, le
iniziative apostoliche.
Accanto a questo vi sono altri siti:
www.escrivaworks.org che
contiene tutti gli scritti del fondatore
consultabili e scaricabili gratuitamente
in diverse lingue; www.josemariaescriva.info
dedicato al fondatore,
alla sua storia, alla devozione che viene vissuta in
tutto il mondo;
www.romana.org è il sito del bollettino ufficiale
della Prelatura. Nel corso del 2008 vi saranno
numerose pubblicazioni
sull’Opus Dei. Sono già in libreria diversi studi
interessanti, primo
fra tutti il best seller di Vittorio Messori, “Opus
Dei un’indagine”
(Oscar Mondadori), e poi anche “Opus Dei, la vera
storia” (Newton)
del noto vaticanista americano John Allen. In questi
giorni è uscito
per i tipi della Lindau il volume del francese
Patrice de Plunkett
“Opus Dei, tutta la verità”.
Delle edizioni Ares è da poco disponibile “I ragazzi
di via
Sandri” di Pierluigi Bartolomei che racconta le
storie commoventi di
alcuni allievi della Scuola Elis. Inoltre tra
qualche giorno sarà in libreria
un progetto della Rizzoli di un libro+dvd sull’Opus
Dei curato
da Giovanni Minoli.
E poi tanti altri progetti in cantiere tra i quali
un lungometraggio
animato sulla vita del fondatore prodotto da Mondo
Tv che
presto sarà trasmesso in tv e distribuito nelle
librerie.
* Dice di sé:
Giuseppe Corigliano nasce nel 1942 a Napoli, dove si
laurea in ingegneria
elettrotecnica. Conosce l’Opus Dei e il suo
Fondatore, San Josemaría
Escrivá, e aderisce all’Opera nel 1960. Dirige il
centro dell’Opus Dei a Napoli
fino al 1970 quando si trasferisce a Milano per
entrare a far parte
della Commissione Regionale dell’Opus Dei in Italia,
l’organo di governo
delle attività dell’Opera nel nostro Paese. Da
allora si è occupato della comunicazione
dell’Istituzione e, in questa veste, è entrato in
contatto con significativi
personaggi del mondo dei media, fra i quali Indro
Montanelli,
Leonardo Mondadori, Vittorio Messori e tanti altri.
Nel 1980 viene a Roma
a dirigere il nuovo Ufficio Informazioni dell’Opus
Dei e in particolare si
trova a seguire avvenimenti significativi
dell’Istituzione: nel 1982 l’erezione
dell’Opera in Prelatura Personale, nel 1992 la
beatificazione e nel 2002
la canonizzazione del Fondatore. Da sempre ha
seguito anche le attività
formative dell’Opus Dei con studenti universitari.
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GIUSEPPE
PARINI
E per
lasciare da un lato le dispute che si sono fatte
per definire quest’arte, io
credo, appoggiandomi all’autorità
de’ migliori maestri, esser
la poesia l’arte d’imitare o di dipingere
in versi le cose in modo che
sien mossi gli affetti di chi legge od
ascolta, acciocché ne nasca
diletto. Questo è il principal fine
della poesia, e di qui ha
avuto cominciamento.
(Da “ Discorso
sopra la poesia”,
1761)
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