LETTURE
LEZIONI D’AMORE
Nel libro “Lezioni d’amore”, edito da Rizzoli, il prof.
Francesco
Alberoni risponde alle duecento
domande più frequenti relative ad
amore, sesso e passione e alle loro
implicazioni. L’obiettivo? Fornire
uno strumento concreto per vivere al
meglio un sentimento complesso
e complicato. Di seguito dieci domande scelte
dalla redazione
Francesco Alberoni
Quante volte possiamo innamorarci nella vita?
“Pochissime volte, solo quando affrontiamo dei
grandi cambiamenti.
Ma, voi mi direte, c’è gente che afferma di
innamorarsi in
continuazione, anche ogni quindici giorni. No, no,
questi non sono
innamoramenti, sono attrazioni improvvise,
fascinazioni, infatuazioni,
cotte, tutti fenomeni di breve durata che
esamineremo in seguito.
L’innamoramento è una vera e propria rivoluzione, un
cambiamento
radicale e, quindi, raro”.
Possiamo amare, voler bene, a due persone
contemporaneamente?
“Possiamo essere innamorati di una persona e
continuare a
volere molto bene a quella con cui vivevamo prima,
soprattutto se
abbiamo vissuto assieme per molto tempo. E potremmo
anche restarle
accanto, prendercene cura. Ma di solito è
impossibile perché
lei non accetta il nostro nuovo amore, non sopporta
di dividerci con
altri. Nella coppia, anche se la passione è finita
da un pezzo, ciascuno
continua a pretendere l’esclusiva.
Nei paesi in cui esiste la poligamia, la donna si
sposa sapendo
già che arriverà una nuova moglie e, anche se non è
contenta, non
si ribella. Ma da noi la coppia si forma sulla base
dell’esclusività e
quindi, se uno si innamora di un altro, di solito,
la vecchia relazione
finisce con un divorzio”.
Che differenza c’è tra amore e amicizia?
“L’amicizia è fondata sulla fiducia e si costruisce
poco a
poco, con l’esperienza. L’amore invece nasce da
un’attrazione misteriosa.
L’amicizia è sicurezza, l’amore è rischio. Non puoi
restare
amico di uno che non ti è amico, mentre ti puoi
innamorare di qualcuno
che non ti corrisponde. Quando incontriamo un amico,
anche
dopo anni, è come se lo avessimo lasciato un momento
prima; riprendiamo
la conversazione come se fosse un dialogo
ininterrotto.
Poi siamo lieti se lui ci racconta cosa gli è
successo, ma non ne sentiamo
la necessità assoluta. Invece del nostro innamorato
vogliamo
sapere tutto ciò che ha vissuto, tutto ciò che ha
fatto nel periodo in
cui era lontano. Il tempo dell’amicizia è granulare,
mentre il tempo
dell’innamoramento è denso, continuo. L’innamorato
vuol essere
con l’altro ogni istante, e per sempre”.
Come ti accorgi che non è solo sesso, ma amore?
“Perché, ad un certo punto, provi un sentimento che
prima
non sapevi nemmeno cosa fosse: l’esclusività, il
terrore panico di perdere
l’amato. L’amore è sempre possessivo, è sempre
geloso. Dice:
“Quest’uomo è mio, questa donna è mia, e non posso
sostituirli con
nessun altro!”. Sei stata prima con l’uno e poi con
l’altro per provare,
per vedere cosa succede. Ma se era vero amore, per
quanto tu abbia
incominciato in modo superficiale, per gioco, se ora
scopri che lui va
a letto con un’altra, ti senti annientata. Quel
sesso che prima ti sembrava
così facile, così leggero, ora ti appare una
catastrofe e lui ha un
bel dirti che non era importante, perché se ami, non
puoi accettare che
lui scelga, volontariamente, il piacere sessuale con
un’altra, invece
che con te. Quel tradimento ti rode, ti avvelena”.
Bravi amanti si nasce o si diventa?
“Si diventa. Per prima cosa è importante amare. Ma
non basta
l’amore, occorre anche un sapere, che sia acquista
grazie alla curiosità,
alla consapevolezza che il corpo di ogni donna è
diverso da
quello di un’altra. Un uomo perciò diventa una bravo
amante se vuol
dare piacere alla sua donna, l’ascolta e interpreta
i suoi desideri
pronto a proseguire se capisce, e a ritirarsi se
sbaglia. Ma fa grandissimi
progressi se ha la fortuna di incontrare una donna
che rinuncia
alle sue inibizioni e gli parla e gli spiega come
amarla nel modo
giusto. Molti uomini non hanno idea di quanto sia
complesso il corpo
femminile, e molte donne non sanno comunicarlo al
loro uomo,
usando le parole. Anche le donne conoscono poco
l’erotismo maschile,
che è ad un tempo rozzo e fragilissimo e deve essere
educato,
diretto. Di sicuro non aiutano né il cinema né la
pornografia,
dove si vedono donne e uomini che appaiono appagati
e felici anche
se si sono appena conosciuti”.
È vero che la donna, quasi sempre, riesce a
conquistare l’uomo di
cui è innamorata?
“Se non sempre, spesso. Non dimentichiamo che la
donna, già
quando è adolescente, sa adorare il suo divo da
lontano anche senza la
speranza di essere ricambiata. E quando le piace un
uomo è capace di
amarlo a lungo, anche molti anni, e aspettare il
momento in cui lui finalmente
si accorge di lei e si innamora a sua volta. In
questo periodo
sa anche essergli fedele, o per disinteresse verso
gli altri o per timore di
perderlo. Un comportamento del genere ha grande
effetto sull’uomo.
Perciò possiamo dire che se una donna ama veramente
un uomo, se lo
vuole veramente, quasi sempre riuscirà ad averlo”.
Le donne hanno una sensibilità maggiore degli
uomini?
“Si. Non c’è il minimo dubbio. Le femmine hanno una
sensibilità
della pelle, del corpo, una percezione degli odori,
un’intuizione
delle emozioni maggiore dei maschi. I maschi sono
eccitati dalle forme,
ma in realtà non sanno vedere la donna nella sua
interezza, nella
sua complessità. Spesso non vedono chiaramente
nemmeno il corpo femminile. Le donne scoprono subito
i difetti del corpo di un’altra donna.
Gli uomini no. Inoltre le donne sono molto più
selettive e valutano
tutti gli aspetti dell’uomo: la bellezza, la forza,
l’audacia, l’eleganza,
ma anche cose come il potere o la ricchezza ed
infine qualità interiori
come il coraggio, la sincerità, lo spirito di
avventura”.
Cos’è il fascino?
Il fascino non è un corpo, non è un volto, è il
tralucere di una
vita. Nel film di Scorsese “L’età dell’innocenza”,
la contessa
Olewska, interpretata da Michelle Pfeiffer, esercita
un fascino irresistibile
perché porta, nella banalità newyorkese, il segreto
conturbante
degli amori e delle passioni europee. Un mistero che
traspare nella
dolcezza fiera e dolente dei suoi lineamenti, nel
suo sorriso disarmante,
nel suo abbigliamento raffinato, nella sua sicurezza
fra gente ostile, nel suo anticonformismo che indica
altre abitudini, altri amori,
rapporti proibiti. Il fascino è sempre il tralucere
di un passato e di
un mondo a noi sconosciuto, superiore al nostro
ordine quotidiano.
È il rivelarsi di questo mistero, è la seduzione di
questo mistero”.
Uomini e donne tradiscono in modo diverso?
“Tutti e due di solito tradiscono quando l’altro è
lontano,
quando si sentono soli, quando si sentono
trascurati. L’uomo lo fa
senza cercare forti giustificazioni e soprattutto
senza mettere in crisi
tutto il rapporto. Lo relega, con estrema facilità,
nella sfera puramente
fisica. La donna, invece, si interroga più a fondo
sul motivo
del suo tradimento, rivede tutto il rapporto, non
vive e non concepisce
i rapporti sessuali e la relazione amorosa come se
fossero compartimenti
stagni”.
È vero che “in amor vince chi fugge”?
“Questo celebre verso di Ludovico Ariosto dice che
in amore
vince chi si fa desiderare, chi non si concede, ma
anzi, respinge,
suscita gelosia. A volte è vero e a volte è falso. È
vero nel caso di
persone competitive, che vengono eccitate, stimolate
dalla presenza
di un rivale o di una rivale e dalla gelosia. Molto
meno vero nelle
persone che hanno bisogno di amore sincero e che non
sopportano la
gelosia, perché queste vogliono solo che l’altro si
butti nelle loro
braccia e gli dica “ti amo”.
Pubblichiamo per gentile concessione dell’Editore,
alcune delle domande
presenti nel libro “Lezioni d’amore”, di Francesco
Alberoni (Rizzoli,
2008). Riproduzione riservata.
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