NEOREALISMO

ROBERTO ROSSELLINI,
A MAIORI, SEDOTTO DA INGRID


Un premio ed un festival internazionale ricordano come nella
suggestiva costiera amalfitana sia passato ed abbia operato
uno dei più grandi maestri del cinema italiano


 

Clap*



Roberto mi ha insegnato che il soggetto di un film è più importante dell’originalità dei titoli di testa, che una buona sceneggiatura deve stare in dodici pagine, che bisogna filmare i bambini con maggior rispetto di qualsiasi altra cosa, che la macchina da presa non ha più importanza di una forchetta e che bisogna potersi dire, prima di ogni ripresa: “O faccio questo film o crepo”.

François Truffaut



Ci sono uomini che lasciano un segno nel tempo, che sopravvivono a mode e gusti del momento. E ci sono tempi che alcuni uomini riescono, profeticamente, a leggere riuscendone ad imprimere l’essenza nella loro opera. Così è accaduto per Roberto Rossellini e quello che, a posteriori, è stato definito il movimento del neorealismo. Ciò che più sorprende è che sebbene nella sua opera, la cifra della realtà descritta sia, fuor di dubbio, caratterizzata dall’amarezza e dalla povertà, il maestro Rossellini era, visibilmente, ammaliato ed affascinato dalla forza della fantasia. E c’è un luogo, nel quale, ancora oggi è possibile continuare a respirare tutto questo: la splendida costiera amalfitana ed in particolare la cittadina di Maiori, che al grande Maestro ha dedicato un premio ed un festival internazionale. Una lunga chiacchierata con il giornalista e scrittore Alfonso Bottone, mi regala la possibilità di immergermi in quell’atmosfera e in quell’Italia che sembra così lontana.

Maiori e tutta la costa d’Amalfi, furono per Rossellini non solo scenari unici per alcuni dei suoi capolavori, ma anche i luoghi che videro nascere i suoi “grandi” amori: prima con Anna Magnani, poi con la svedese Ingrid Bergman.

“È assolutamente vero. Le cito a memoria quella che ormai, da queste parti, è una vera e propria leggenda: “Caro signor Rossellini, ho visto i suoi film “Roma città aperta” e “Paisà” e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla l’inglese molto bene, che non ha dimenticato il tedesco, che si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo “ti amo”, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei. Ingrid Bergman”.

Nessun regista avrebbe potuto resistere…

“La famigerata lettera, che contiene questa dichiarazione, fu fatta recapitare dalla Bergman a Rossellini, proprio all’Hotel Luna di Amalfi, mentre era a pranzo con la Anna Magnani e, forse, fu la causa della crisi del loro rapporto d’amore appassionato, sì, ma anche tanto tormentato”.

Nel dopoguerra, Rossellini decise di fare della costa amalfitana e di Maiori in particolare, il set di molti suoi celebri film. Perché?

“Rossellini era un uomo di cultura e di grande umanità: “Paisà”, “Il miracolo”, secondo episodio de “L’amore”, “La macchina ammazzacattivi”, “Viaggio in Italia”, “Francesco giullare di Dio” erano tutti stati ambientati in questi spettacolari paesaggi. Il Maestro, infatti, si era innamorato non solo dei luoghi magici della costa, ma anche e soprattutto degli uomini e delle donne che la abitavano”.

Un nome per tutti?

“Sicuramente, protagonista indiscusso e personaggio simbolo di quel cinema è Alfonso Bovino il bambino dell’episodio napoletano di “Paisà”, che Rossellini conobbe nella Torre Normanna: oggi ha settant’anni, fa il pescatore e non ha mai desiderato una vita diversa da quella che ha avuto”.

Per quale ruolo era stato scelto?

“Rossellini lo volle per la parte di un piccolo scugnizzo che rubava le scarpe ad un soldato di colore. La cosa più bella è che, anni dopo, Bovino a chi chiedeva il motivo di tanta naturalezza nello stare davanti la macchina da presa, rispose: “Non fu per me difficile recitare quella parte, perché per la fame, durante lo sbarco degli americani a Maiori, avevo più volte fatto ciò che il maestro mi chiedeva sul set”.

Cosa aveva maggiormente colpito Rossellini di quegli uomini e di quelle donne?

“Il Maestro ripeteva spesso: “Sono dei pazzi, degli ubriachi di sole. Ma sanno vivere valendosi di una forza che pochi di noi posseggono: la forza della fantasia”.

Oggi lo chiameremmo casting. Ma all’epoca come venivano scelte le comparse dei film?

“Rossellini le sceglieva tra la gente del popolo: lo straccione, il prete, i frati, il popolo minuto. Più che comparse, però, erano i veri protagonisti delle sue opere, interpreti di quella realtà amara che di volta in volta veniva impressionata sulle sue pellicole”.

È rimasto qualcosa di quel tempo? Ricordi, sensazioni?

“Devo dire di sì. È ancora vivo, infatti, il ricordo della sua presenza, della sua signorilità e della sua umanità, testimoniato anche dall’aiuto economico, dato alla gente di Maiori che usciva dalla disfatta della guerra, tramite i buoni uffici dei monaci del convento di San Francesco”.

E in ricordo di quella presenza, è stato istituito il Premio internazionale Roberto Rossellini – Maiori film festival. Ci dice quando e per opera di chi è nato?

“Il premio è stato istituito nel 1999, ed è organizzato dall’Associazione Maiori film festival, il cui presidente e fondatore è Luigi Ferrara”.

Quando si svolgerà la prossima edizione?

“La IX edizione del premio si terrà nell’ultima settimana di ottobre e, quest’anno, sarà dedicata alla figura della grande Anna Magnani, con la quale il maestro del neorealismo girò “Roma città aperta” e “L’amore”, ma soprattutto l’episodio “Il Miracolo” nel quale, insieme a Nannarella, appariva come comparsa Federico Fellini, allora aiuto regista di Rossellini”.

A chi si rivolge questo premio e quali sono le sue finalità?

“Il premio ha come target soprattutto i giovani che frequentano le scuole di cinematografia di qualsiasi paese del mondo. Lo scopo è di dare ad alcuni di loro la possibilità di concretizzare i propri sogni artistici”.

In cosa consiste, praticamente, la partecipazione al festival?

“I partecipanti dovranno presentare sceneggiature di cortometraggi che saranno esaminate da una giuria di esperti presieduta da Renzo Rossellini, figlio di Roberto. Ai tre premiati sarà data l’occasione di girare i cortortometraggi (12 minuti) tra le vie e i vicoli della costiera amalfitana, su un set cinematografico straordinario, carissimo al grande Maestro del neorealismo italiano”.

Altri dettagli tecnici?

“Alla fine di ottobre saranno scelte tre sceneggiature che saranno realizzate tra febbraio ed aprile 2009 e presentate ufficialmente nel mese di luglio dello stesso anno”.

Quali novità nella prossima edizione?

“Innanzitutto l’associazione ha alzato il “tiro”: il festival metterà le ali in quanto non avrà come palcoscenico solo la cittadina di Maiori. Una serata è prevista al teatro Augusteo di Salerno, con un omaggio postumo ad Ignazio Rossi, organizzatore del locale festival cinematografico, ed altre nei maggiori centri della costiera: da Amalfi a Ravello, ad Atrani. Una serata del mese di luglio sarà dedicata alla proiezione di tutti i 21 cortometraggi prodotti nelle passate edizioni. Ed ancora, la realizzazione di due corti che hanno come punto di riferimento il capolavoro di Rossellini “L’amore”, pellicola che evidenzia due aspetti del sentimento amoroso raccontati negli episodi “La voce umana” e il “Miracolo”. Il film, che fu girato in gran parte a Maiori e per pochi fotogrammi nel Fiordo di Furore, registrò la partecipazione collettiva della gente del luogo. Infine, ci è sembrato opportuno dedicare una serata al maestro Dino Risi, per illustrarne e ricordarne la grandezza, proiettando alcune delle sue più belle pellicole ”.

Per chi volesse saperne di più?

“Abbiamo un sito internet www.premiorossellini.com, collegandosi al quale è possibile ricavare ulteriori notizie e verificare tutti i dettagli che fossero necessari per la partecipazione”.


*Dice di sé.
Clap. La sua vita è in un battito d’ali, nell’applauso del pubblico.



 

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