Stamani
– esattamente all’ora non segnata
coincidente con l’ora in cui è
accaduto –
ho fatto appena in tempo ad
abbassare
le palpebre: una prima e poi la
seconda.
Riaprendole – prima ancora di
guardare –
ho visto fino al livello del mare
una finestra di cielo spalancata.
Stamani:
e due su tre non sapevamo
ch’era la mattina di domani
e un po’ alla volta avremmo
confessato
che noi siamo quelli che
saranno detti testimoni oculari:
abbiamo visto e quindi c’eravamo.
No, non alziamo gli occhi: è
per terra che dobbiamo
tutti e ciascuno cercare in noi
stessi
dove sia scomparsa la loro ombra.
Da stamani colombi disossati
cercano goffamente un nuovo
appoggio.
Come decapitati
s’aggirano in una clessidra di
polvere
pompieri col casco sottobraccio.
Stamani – in questa sbiancata
mattinachi
fa domande non s’aspetta
risposta.
Dal volo degli aerei presagi
a misura di naso circospetti
nel mondo ancora telestupefatto.
D’oggi in poi, a partire da
domani,
ogni corpo si guarderà dalla
propria ombra;
essa sarà il nostro lato oscuro
la nostra stessa latente figura,
con essa è il nostro nuovo
gemellaggio.
(