PROFILI

DE GASPERI, UOMO SUPER PARTES


Era netta la convinzione che credesse profondamente
in quel che enunciava. Ma, ancor più, si sapeva che la sua vita
era conforme agli ideali di cui egli era autenticamente
un apostolo


 

Giulio Andreotti*

 


Può darsi che nel vivissimo e affettuoso ricordo che ho del Presidente De Gasperi vi sia anche una componente di nostalgia per un periodo così straordinario sotto tutti i profili. Ma la persona del Presidente era comunque ed in tutto super partes.
Nei discorsi pubblici, pur essendo del tutto privi di qualunque accentuazione di captatio benevolentiae, creava una “comunione” con gli interlocutori, che lo seguivano con grande attenzione senza mostrare mai stanchezza, come di regola avveniva ed avviene per tutti.
Era netta e comunicativa la convinzione che credesse profondamente in quel che enunciava. Ma, ancor di più, si sapeva che la sua vita era perfettamente conforme agli ideali di cui egli era autenticamente un apostolo.
Lavorare al suo immediato contatto comportava grande precisione e coerenza, ma si avvertiva il privilegio e non si conosceva stanchezza.
Nelle pratiche religiose aveva grande riservatezza, non ostentandole mai. Ricordo con emozione – gli ero accanto – quando il Papa proclamò il dogma dell’Assunzione della Madonna, commentò con un filo di voce: “Speriamo che questo non ostacoli la riconciliazione con i protestanti”. Avrei capito più tardi il significato di questo.
A delineare la fisionomia politica di De Gasperi penso sia utile rimarcare che, pur non avendo una particolare formazione economico-finanziaria, in tutte le sue proposte politiche questi aspetti erano impliciti e salvaguardati. Non a caso valorizzò al massimo la collaborazione sia di Pella che di Vanoni.
Dominante comunque fu la sua attenzione per i problemi della politica estera. Si definì un giorno come “uomo di frontiera”; e dell’attenzione che da trentino aveva imparato ad avere fin dagli inizi della sua vita politica fece sempre un cardine d’inquadramento e di indirizzo.
Certamente molti problemi sono oggi diversi da allora. Ma il metodo per comprendere e tracciare strade nuove non è cambiato.
C’è tanto bisogno di autentico degasperismo.

 

 

*Dice di sé.

Giulio Andreotti. “Mi considero un uomo medio. In giro ci sono tanti meglio di me, ma anche tanti peggio”









GIACOMO PUCCINI



Come? …pranzare in casa? Pranzare in casa è male.

Oggi ch’è la vigilia di Natale! Mentre il quartiere latino le sue vie

addobba di salsicce e leccornie? Mentre un olezzo di frittelle

imbalsama le vecchie strade? È il dì della vigilia!

Là le ragazze cantano contente ed han per eco ognuna uno

studente! Un po’ di religione, o miei signori: si beva in casa,

ma si pranzi fuori.

(Da “La bohème”, 1896)







CHARLES DICKENS



Camminando con le mani dietro, Scrooge guardava a tutti con

un sorriso di soddisfazione. Era così allegro, così irresistibile nella

sua allegria, che tre o quattro capi ameni lo salutarono:

“Buon giorno, signore! Buon Natale!” E Scrooge affermò spesso

in seguito che di tutti i suoni giocondi uditi in vita sua,

i più giocondi, senz’altro, erano stati quelli.

(Da “Cantico di Natale”, 1843)






 

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