INTERVISTE
MIGUEL D’ESCOTO, UN SACERDOTE ANTICONFORMISTA ALLE
NAZIONI UNITE
Personalità morale
universalmente riconosciuta, dallo scorso settembre
ricopre una delle cariche istituzionali più prestigiose
al mondo*
Hanno eletto un sacerdote.
E spero che nessuno si offenda
se dico che l’amore è ciò di cui
maggiormente
necessita questo mondo.
E che l’egoismo è ciò che ci ha
fatto scivolare
in queste terribili sabbie mobili,
nelle quali il mondo sta
affondando,
quasi irreversibilmente,
a meno che non accada qualcosa di
grande.
Miguel D’Escoto
Queste le prime parole
pronunciate da Miguel Brockmann D’Escoto in occasione della
sua elezione, nel settembre del
2008, a
presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni unite. Nato
a Los Angeles nel 1933, D’Escoto prima di dedicarsi alla
carriera politica è ordinato sacerdote per la congregazione
cattolica di Maryknoll.
Dopo aver appoggiato pubblicamente in Nicaragua il
Fronte sandinista di liberazione nazionale, diviene ministro
del governo di Daniel Ortega per ben 11 anni, dal 1979 al
1990. Per questo suo attivismo politico è ammonito, insieme
ad altri sacerdoti, da Giovanni Paolo II, mentre Reagan lo
indica come personalità da opporre al regime impostosi in
Nicaragua. Ma dopo la sconfitta elettorale del 1991, si
dimette da capo del Movimento comunale.
Da quel momento la sua carriera politica assume un
respiro più internazionale: da più parti è riconosciuto come
personalità morale di riferimento, tanto che la sua elezione
a presidente dell’Assemblea delle Nazioni unite avviene per
acclamazione.
Nell’intervista rilasciata a Paolo Bonolis, durante
il Festival di Sanremo, D’Escoto ribadisce temi a lui cari,
primo fra tutti l’urgenza di trovare soluzioni concrete a
problemi come la pace, i cambiamenti climatici, gli abusi
dei diritti umani, il traffico d’armi.
Ecco un saluto di grande
prestigio da parte di un personaggio che ricopre una delle
più alte cariche istituzionali nel mondo, il presidente
dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, Miguel
Brockmann D’Escoto. Presidente D’Escoto grazie per questo
collegamento con il festival di Sanremo. Le propongo subito
una curiosità. Il suo Palazzo è di vetro, il vetro è fragile
e trasparente. Quanto sono fragili e quanto trasparenti le
Nazioni unite, oggi?
“Il mondo è in uno stato
miserevole e non vogliamo dedicarci a chiacchiere e
polemiche inutili, ci concentriamo su grandi cruciali
problemi come la pace, la crisi globale alimentare, i
cambiamenti climatici, gli abusi dei diritti umani, il
traffico d’armi”.
Lei, con autorità morale e
politica, ha dimostrato capacità di perdono verso chi tentò
di assassinarla, verso chi la scomunicò. Qual è il messaggio
che oggi vuol mandare al mondo, attraverso il nostro
Festival?
“Siamo tutti fratelli e sorelle.
Il perdono è essenziale, il contrario è la morte”.
Quanto è arduo il compito di
Obama, nuovo presidente degli Stati uniti?
“Dovrà far dimenticare
l’impopolarità dell’America, in conseguenza di ciò che hanno
fatto i suoi predecessori, per la posizione avuta nelle
guerre e nei conflitti economici”.
Vuole fare una dedica al nostro
Festival?
“L’Italia ha un ruolo importante
nelle Nazioni unite. E io sono amico degli italiani. A voi,
come a tutti, rivolgo un appello per riuscire a ritrovare
una strada che porti alla pace e alla serenità, senza
privilegi per nessuno, con rispetto verso tutti, non solo
per chi ha maggior potere”.
*
Le esternazioni sono tratte
dall’intervista andata in onda al “Festival della canzone
italiana di Sanremo”, programma di Rai uno, condotto da
Paolo Bonolis, nel febbraio del 2009.
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CARLO
GOLDONI
Che cosa avete,
signora sorella,
che mi guardate così di mal occhio?
“Eugenia mia, compatitemi; mi fate tanto
venir la bile,
che oramai non vi posso più guardar con
amore”.
Bella davvero! Che cosa vi ho fatto, che
non mi potete vedere?
“Non posso soffrire quella maniera aspra,
litigiosa, indiscreta,
con cui solete trattare il signor
Fulgenzio. Egli è innamorato di voi
perdutamente (…) e voi non cercate che
d'inquietarlo,
e corrispondergli con mala grazia”.
(Da “ Gli
innamorati”,
1759)
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