PROVOCAZIONI
IL DESIDERIO, MOTORE DELLA VITA
È un sentire infinito, eterno
e democratico perché non conosce distinzioni di età o
classe sociale
Marta Lanza*
Che
cos’è il desiderio, come nasce, come si manifesta?
Etimologicamente la parola de-siderio deriva dal
latino de-siderare e significa “che non ha stelle”,
cioè “che manca del senso della vita, che è riposto
nel cielo”. A ben vedere, dunque, esattamente il
contrario di quella che è l’idea comune legata al
desiderio e cioè l’espressione di un capriccio
momentaneo.
Anche la
filosofia si è occupata del desiderio e lo ha classificato
come un impulso determinato indirizzato a un oggetto
esterno, di cui si desidera il possesso. Il desiderio
provoca in ognuno di noi emozioni che possono essere
dolorose o piacevoli, in relazione alla realizzazione della
soddisfazione o meno del desiderio stesso. Per esempio, si
prova dolore per l’assenza della persona amata o della
condizione di cui si ha assolutamente bisogno, ma anche la
gradevole e coinvolgente sensazione di poter presto rivivere
un momento o situazione piacevole.
Secondo il
greco Epicuro la classificazione del desiderio poneva al
centro i concetti di piacere, intesi come desideri naturali,
e di dolore, intesi come desideri vani. Il desiderio
naturale quindi è legato al benessere del corpo, al piacere
e alla ricerca del gradevole, mentre il desiderio vano è
legato a ciò che è irrealizzabile, come la gloria e
l’immortalità.
In realtà
il desiderio è eterno e infinito perchè appena un desiderio
è soddisfatto, ne sorgono altri infiniti, perchè la nostra
volontà è inesauribile. E aggiungerei democratico perché il
desiderio non conosce distinzioni di età o classi sociali.
Per esempio i giovani desiderano completare gli studi per
poter avere un lavoro che possa soddisfarli, sognano di
poter viaggiare per conoscere il mondo, desiderano essere
indipendenti e conquistare la propria libertà.
Crescendo
subentra il desiderio di affermarsi nel lavoro, acquisendo
così una stabilità economica che consenta di avere una
famiglia, dei figli, comprare una casa in cui trascorrere il
proprio futuro. Ogni uomo, dunque, qualsiasi età abbia o a
qualsiasi classe sociale appartenga è spinto dal desiderio
di realizzare ciò che sogna.
E i tanto
discussi Vip, come si pongono rispetto al desiderio? Spesso
invidiati, perché grazie alla fama, al successo e alle
oggettive maggiori disponibilità economiche possono
soddisfare ogni capriccio, arrivano, come tanti, ad un
passaggio della vita che li vede desiderosi di realizzare
ciò che non sempre madre natura regala loro con
immediatezza.
E così,
come non pensare alla maternità, il principe dei desideri,
che dalle veline alle grandi dive sembra di fare di tutte le
donne dello spettacolo un fascio? Essere genitori, infatti,
o meglio essere madri è un desiderio che la donna porta con
sé fin da sempre e in tutte le tradizioni è identificato
come il coronamento di un legame sentimentale e coniugale.
Le pagine
patinate delle più importanti riviste rosa propongono spesso
in copertina decine di dichiarazioni legate a questo
desiderio. Anche la “pantera” Naomi Campbell non fa
eccezione e così dichiara: “Adesso è tutto ok, posso
avere figli. È nelle mani di Dio. Vorrei tanto avere una
famiglia”. (Da “gossipblog.it”,
10 settembre 2008).
La conoscenza è alla base
della ragione del desiderare, infatti, è il significato che
diamo al desiderio che fa sì che esso sia positivo per la
nostra vita; potremmo dire quindi che è l’amore a sostenere
il desiderio di maternità benché sia vincolato da passaggi
obbligati alla costruzione del nucleo familiare.
E così veniamo a conoscenza
delle intenzioni della showgirl Antonella Mosetti: “La
voglia di sposarci, di creare la nostra famiglia e di avere
altri figli è tanta, il suo desiderio di diventare padre è
fortissimo, ma dobbiamo prima capire come poterci
organizzare al meglio. C’è la scuola di Asia, mia figlia, il
cantiere navale del papà di Aldo, dove lui lavora, il mio
lavoro, la casa da trovare. L’unica cosa certa è che ci
amiamo e vogliamo stare insieme”. (Da “Chi” 27 marzo
2009)
Il desiderio di paternità
invece oggi è diventato un progetto di vita. Mentre i volti
noti di donne della televisione sfoggiano pancioni e
riescono a far conciliare il desiderio di maternità e il
lavoro, l’uomo desidera chiarire primariamente il senso
della propria vita (un desiderio istintivo e profondo per la
propria completezza). Si riesce, infatti, a governare quel
desiderio in virtù del proprio benessere e del piacere di
arricchire la propria vita di esperienze e gratificazioni
personali che aiuteranno il futuro padre a sentirsi maturo
per l’evento e porteranno beneficio anche al bambino.
Così Aldo Montano: “Adesso
sono pronto e posso diventare papà”, dopo due anni e mezzo
di “prove” con Antonella Mosetti, Aldo Montano si è deciso e
adesso rivela il suo desiderio di avere un figlio, maschio,
dalla sua compagna. “Fino a due anni fa non ci pensavo a
cos’è un bambino. Ora con Asia (la figlia di 12 anni di
Antonella, ndr), sto imparando e me la cavo bene”, confessa
il campione olimpico. (Da “Chi” 27 marzo 2009).
Sulla medesima linea d’onda
Sergio Assisi: “Adesso non mi spaventerebbe più – ha
spiegato, riferendosi a una possibile gravidanza della
compagna – ma non bisogna ragionare troppo su una cosa tanto
importante perché se ci pensi non trovi mai il momento
giusto: bisogna farlo e basta”. (Da “Tv Sorrisi e Canzoni”
25/03/08).
Anche il Presidente della
regione Puglia, Nichi Vendola, uno dei pochi politici ad
aver fatto outing sulla propria omosessualità dichiara: “Ho
un forte desiderio di genitorialità. Il sangue non c’entra,
per me la paternità non è un dato fisiologico, limitato al
proprio seme. Allevare un figlio significa accudirlo,
conoscerlo e ascoltarlo”. (Da “www.river-blog.com”).
La cantante canadese Celine
Dion, già madre, desidera una nuova maternità: “Speriamo di
essere benedetti e di diventare genitori ancora una volta
– ha detto l’artista – e se succederà saremo
felicissimi”. (Da “Quebec” 4 Marzo 2009)
Il pirata Morgan, giurato del
talent show Xfactor, un po’ filosoficamente, come è abituato
a fare, definisce così il desiderio: “L’amore è: io ti
voglio bene, tu puoi anche stare con altro, per me non
cambia. Il desiderio, invece, implica un bisogno di avere.
In casi rari, dare e avere vanno insieme, e allora il
rapporto è una vera relazione.
Questo, in termini
linguistici, si traduce in espressioni diverse: se due
dicono “scopare” esprimono l’unione di desiderio e
sentimento, ma piuttosto che “fare l’amore”, tanto vale
giocare a bridge. O dormire”. (Da “La Stampa”, 27 marzo
2009)
Alla fine di tutte queste
dichiarazioni abbiamo le idee più chiare su cosa sia il
desiderio? È certo un motore sia nella vita privata sia in
quella pubblica, perché spinge ogni persona ad andare
avanti, a migliorarsi. Per alcuni è la realizzazione di
qualcosa di materiale e legato al quotidiano, alla conquista
di piccoli piaceri che rendono ogni giorno speciale.
Per altri, è una ragione di
vita, l’essere buoni genitori, ad esempio, porta a muoversi
in quella direzione lavorando sulle proprie emozioni e su
quelle dei figli a tempo indeterminato. Per altri ancora il
desiderio è qualcosa che supera se stessi, è quel che si
realizzerà un domani in un’altra vita o quel che vediamo
realizzato negli altri in questa. E poi ci sono eccezioni
come Madre Teresa di Calcutta che si è dedicata solo al
prossimo desiderando esclusivamente il bene dell’altro.
*Dice di sé.
Marta Lanza. Non esiste vento favorevole per il
marinaio che non sa dove andare. Seneca
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CHARLOTTE BRONTË
Qualche
volta ho nei suoi confronti una sensazione
curiosa, specialmente quando mi è vicina,
come ora. Mi sembra di avere una corda
nella parte sinistra nel mio petto
strettamente legata a una corda analoga
nella parte corrispondente della sua
personcina. E se mare e terra si
frapporranno tra noi, tempo che quella
congiunzione andrà spezzata, e ho la
convinzione che comincerò a sanguinare
dentro.. quanto a lei.. mi dimenticherà!
(Da “Jane Eyre”,
1847)
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