COSTUME

FORNELLI ROVENTI


Una nuova pagina si aggiunge alla recente polemica scatenata
da “Striscia la notizia” su cucina molecolare e guide gastronomiche


 

Edoardo Raspelli*

 

Per fortuna che c’è Striscia! Per fortuna che il dissacrante, sbarazzino, irriverente telegiornale creato da Antonio Ricci esiste e trasmette. Per fortuna che 6-8-10-12 milioni di italiani ogni giorno posso vedere la realtà anche attraverso gli occhi di Moreno Morello, Max Laudadio e Gimmi Ghione.

Non fanno nulla di straordinario, fanno soltanto, correttamente lucidamente intrepidamente, il mestiere dei giornalisti, cosa che sulla carta stampata è quasi finita e che ne sta decretando la crisi.

Mi riferisco al tormentone che per settimane ha invaso i teleschermi di Canale 5 in prima serata. Si è partiti con un’accusa di tipo sanitario (certi cuochi alla moda, leggi Ferran Adrià, mettono prodotti chimici nei loro piatti) per allargarsi alla critica di preparazioni gastronomiche con eccesso di fantasia.

I nostri di Striscia non sono specialisti: hanno fatto un po’ di confusione tra cucina destrutturata e molecolare, ma chi se ne importa: sono stati gli unici a gridare che “il re è nudo”.

Dalla cucina degli chef si è passati a prendere in esame il giornalismo gastronomico ed i suoi critici. Finalmente non sono più solo: si sono fatti nomi e cognomi di chi va in giro nei ristoranti scroccando i pranzi; di chi prova i locali (e ne scrive) dopo averli fatti aprire apposta durante il giorno di chiusura visto che si era sulla strada del ritorno dalle vacanze con la famiglia; si sono fatti capire i meccanismi pubblicitari che legano le multinazionali del bere e del mangiare alle classifiche che pongono certi cuochi ai vertici (sono gli stessi cuochi da loro pagati, e pazienza se i ristoranti di questi super chef magari sono stati chiusi per intossicazione dei loro clienti).

Il tutto, nel più colossale totale smisurato silenzio della carta stampata: perché i giornali parlassero dell’inchiesta di “Striscia la notizia” si è dovuta attendere la mia richiesta di un milione di euro ad uno chef e ristoratore bresciano che aveva detto a quasi sette milioni di italiani che avevo parlato male del suo ristorante senza esserci mai stato!



*Dice di sé.
Edoardo Raspelli. Deve al direttore responsabile de “L’attimo fuggente” la sua circonferenza ed il suo peso. Da ex cronista di nera, nell’ottobre del 1975 Cesare Lanza lo fece diventare cronista di gastronomia. Un direttore di peso ha fatto lievitare il suo dai 60 ai 123,5 chilogrammi. Ovviamente non per gola, ma per lavoro matto e disperatissimo.









MARSHALL MCLUHAN

L’automobile è diventata un articolo di vestiario
senza il quale ci sentiamo nudi, incerti, incompleti.










 

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