INTRODUZIONE

 



Corrado Calabrņ

A targhe alterne

 

 

 

Diafani vetri denudano l’alba.
Lava la pioggia,
intrepida di grandine,
il malumore stantio della notte.
Rallenterņ il respiro:
basterebbe un fiato
per appannare la grande vetrata.
Ma quanto cresce di notte la barba!
No, non č colpa tua.
La vita č ingiusta;
come le targhe alterne.




 


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