MUSICA
GIAN CARLO NICOTRA: “MINA? FUSIONE PERFETTA DI
PERSONALITÀ E TALENTO"
Il celebre regista televisivo
commenta a caldo il buon risultato della trasmissione che
Paolo Limiti, su Rai due, ha dedicato alla Tigre di Cremona
in occasione del suo celebratissimo compleanno. E non
mancano aneddoti particolari sul passato della cantante più
amata in Italia
Vincenzo Scardapane*
25 marzo 2010, Mina compie 70 anni. Fiumi
di parole in tv, tonnellate di articoli sui giornali hanno
preceduto e seguito la celebrazione per il raggiungimento di
questa età a cifra tonda. Mina dirà poi su “La Stampa” del
26 marzo 2010 di sentirsi sopravvissuta alla sua autopsia.
“La ricorrenza decrepita invitava ad approfittarne – spiega
graffiante la “Tigre di Cremona” –. Una marea di
autonominatisi anatomopatologi si sono dilettati a frugare
tranquillamente le risposte nell’archeologia della mia
psiche, della mia memoria, della mia carnaccia sbranabile,
del perché e del percome della vita mia”.
Essere al
centro di un can can mediatico di questa entità, sarebbe
utile soltanto a rassicurare chi l’aveva cristallizzata in
una età indefinita. In queste poche righe si evince tutto lo
spirito rock di Mina, il personaggio che ha sempre agito per
proprio divertimento, che ha resistito a testa alta agli
attacchi ricevuti in occasione della nascita del suo
primogenito Massimiliano, avuto con Corrado Pani, un bravo
attore che aveva la “colpa” davanti a un’opinione pubblica
conformista ed ipocrita di essere già sposato.
È la stessa
Mina che ha collezionato successi durante tutta la sua
carriera e che ha scritto tante pietre miliari della musica
leggera italiana.
Tutti
conoscono capolavori assoluti come “Il cielo in una stanza”
o “Se telefonando”. E tutti non possono far altro che
restare a bocca aperta davanti alle esaltanti esibizioni
stilistiche in “Brava”. Il pathos, l’eros, la tensione sono
tutti ingredienti presenti in “L’importante è finire” o in
“Grande grande grande”. Il divertimento e la leggerezza sono
assicurate con altre hit come “Tintarella di luna”, “La
banda” e “Le mille bolle blu”.
Per
festeggiare i suoi settant’anni, Mina regalerà al suo
pubblico un album di inediti (in uscita il 14 maggio) e la
Sony pubblicherà in vinile gli album stampati tra il 1994 e
il 2007. Saranno così disponibili le incisioni di Mina
comprese tra “Canarino Mannaro” del 1994 e l’ultimo album
“Facile” dell’ottobre 2009, per un totale di quattordici
titoli, di cui due doppi.
Per la prima
volta tutti questi album, alcuni dei quali mai pubblicati in
vinile in precedenza, saranno nei negozi in versione
picture disc con le riproduzioni delle copertine
originali. Questi i titoli degli ellepì: Canarino Mannaro
(doppio); Pappa di Latte (doppio); Cremona; Napoli; Leggera;
Olio; Mina n.0; Sconcerto; Veleno; Napoli 2° estratto; Bula
Bula; L’Allieva; Todavia; Facile.
E non finisce
qui: una Web radio interamente dedicata a Mina. È il regalo
che il Gruppo Finelco (Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin
Radio) ha fatto alla più grande voce della musica italiana.
“Mina: ieri, oggi e domani”, nata con l’approvazione del
figlio della cantante, Massimiliano Pani, è online
dal 19 marzo e trasmette tutte le canzoni della Tigre di
Cremona dagli esordi ai giorni nostri intervallate dai
messaggi di auguri delle grandi interpreti italiane e di
alcuni personaggi che con Mina hanno collaborato.
Tanti artisti
hanno rilasciato dichiarazioni di stima per Mina e le sue 70
primavere.
Tra gli altri
Malgioglio le vorrebbe regalare una canzone scritta con Aldo
Busi. Ornella Vanoni le invidia la serenità con cui può
continuare a lavorare grazie al suo “esilio”. Mogol le manda
un bacio. Loretta Goggi esalta la sua femminilità. Francesco
Renga si offre per un duetto. Mario Biondi idem. Manuel
Agnelli degli Afterhours che questo onore lo ha avuto già,
le fa l’augurio di restare così com’è e vivere felice la
propria vita.
Paolo Limiti
le dedica una trasmissione intera in prima serata su Rai 2.
“Minissima 2010” è il titolo e per questioni legate al
palinsesto è andata in onda il 29 marzo. Ha riscosso un
ottimo risultato in termini di ascolto. Il materiale di
repertorio si mescola a spezzoni inediti e alle
testimonianze di numerosi ospiti che hanno avuto l’onore di
conoscere e lavorare con Mina.
Non sono
mancate alcune incursioni dell’imitatrice Lucia Ocone,
chiamata per una sera ad “entrare” nei panni di Mina.
Numerosi gli ospiti nel corso della serata. A partire da
Francesco Renga, che esegue “L’ultima occasione”, grande
successo di Mina scritto da Gianni Meccia, Tony Del Monaco e
Jimmy Fontana.
“Minissima
2010” è un programma di Rai Due, scritto da Paolo Limiti,
che ha segnato il ritorno di Paolo Limiti in tv e il
paroliere di “Bugiardo e incosciente” dichiara in conferenza
stampa: “Voglio raccontare in tv l’evoluzione dell’enorme
talento che ha”. E poi: “Collaborare con lei è un grande
traguardo”. Limiti non ha deluso le aspettative e quella che
è andata in onda è stata una godibilissima serata di grande
musica e di tv di qualità.
La regia di
“Minissima 2010” è stata curata da Gian Carlo Nicotra che
nel ‘67 ha iniziato la sua fortunata carriera come regista
televisivo. È stato, da prima, assistente di Enzo Trapani
nel film “Altissima pressione” e per le prime edizioni di
“Senza Rete”.
Nel 1968
collabora con Antonello Falqui, dirigendo gli inserti
filmati per l’edizione di “Canzonissima ‘68” al Teatro delle
Vittorie che vedeva proprio Mina come protagonista. Ha
lavorato sia per la RAI che per Mediaset e la lista delle
sue regie è molto lunga e prestigiosa: ricordiamo, fra le
tante, i varietà “La sberla” (1978), la prima serie di
“Drive In” (1983) da lui ideato, quindi “Grand Hotel”
(1985), “I cervelloni” con Paolo Bonolis (1995), “Su le
mani” (1996), “Per tutta la vita” (1997), “Fantastico”
(1997-98), “Ci vediamo” su RaiUno ancora con Paolo Limiti
(2000), “Ma chi erano mai questi Beatles” (2001) e due
edizioni di “Domenica in” tra il 2003 e il 2005, “Suonare
Stella” nel 2006.
Ha lavorato
anche con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia dirigendoli
nella loro ultima apparizione televisiva in coppia,
“Avanspettacolo” (1992). Ha diretto inoltre anche la sitcom
“Nonno Felice” con Gino Bramieri e per il cinema ha firmato
la regia di un solo film nel 1976, “Vai col liscio”. Piccola
curiosità: da bambino ha doppiato molti film e ha prestato
la sua voce a Lee Aaker nella serie di telefilm Rin Tin Tin.
Per raccontare
la costruzione di “Minissima 2010” lo abbiamo incontrato.
Gian Carlo
Nicotra, come è nata l’idea di proporre in prima serata su
RaiDue uno speciale intero dedicato a Mina?
“È partito
tutto da Massimo Liofredi, direttore di Rai 2, che ha
affidato a Paolo Limiti il racconto e la celebrazione dei 70
anni di Mina. Mi hanno chiamato per la regia e Paolo Limiti
ha voluto tutto il suo solito gruppo di lavoro per il
ritorno davanti alle telecamere”.
Quanto è
stato importante per la riuscita del programma l’apporto di
Paolo Limiti?
“Importantissimo perché “Minissima” era dedicata a Mina, ma
il pubblico guarda Paolo Limiti indipendentemente. È stato
fondamentale il suo contributo, anche perché ha raccontato
molti episodi che lo hanno visto come protagonista, in
quanto autore di molte canzoni di Mina. Avremmo potuto quasi
chiamarlo Paolo Limiti Show, dal momento che parliamo di un
presentatore preciso e professionale che ha voluto fare un
omaggio alla bravura di Mina. Non solo al personaggio, ma
soprattutto al talento! È stata magistrale la sua scelta dei
brani nella scaletta, perché è stata coraggiosa e
appropriata. Ha ricevuto vagonate di telefonate da persone
che si complimentavano per questo motivo”.
“Minissima
2010” ha avuto un ottimo riscontro di pubblico ed ha
catturato anche parte della fascia giovane del target di
RaiDue. Qual è stato il segreto di questo successo?
“Effettivamente il risultato degli ascolti è stato
stupefacente, certamente superiore alle aspettative,
soprattutto se consideriamo che eravamo contro la finale di
“Amici” su Canale 5! Paolo Limiti ha funzionato alla grande
e le sue narrazioni, la sua curiosità hanno catturato
l’attenzione di milioni di spettatori. Oltretutto Paolo ha
dimostrato coerenza perchè si è portato dietro tutti i suoi
amici cantanti in studio, come Nilla Pizzi, Orietta Berti
ecc.”.
Lucia Ocone
nella sua imitazione di Mina è riuscita a creare dei momenti
di stacco tra un racconto e l’altro sulla vita della Tigre
di Cremona. È stata importante per un ringiovanimento del
linguaggio?
“Non avendo la
vera Mina in studio, abbiamo pensato che forse un’imitazione
ci stava bene! Ha sicuramente spezzato bene la musica. Le
sue incursioni sono state apprezzate anche per la vicinanza
al personaggio reale, ad esempio manifestando la propria
noia per la trasmissione, così come ha fatto poi la vera
Mina che scritto sulla Stampa di essersi annoiata dai fiumi
di parole che l’hanno riguardata per la celebrazione di
questi 70 anni. Dice di essere “sopravvissuta alla sua
autopsia”.
La musica è
stata caratterizzante nel corso della trasmissione e le
immagini di repertorio che vedevano Mina nelle sue storiche
trasmissioni Rai sono state il fulcro del programma. Com’è
nata l’idea di dare un colore seppia a questi video in
partenza in bianco e nero? È stata una vera e propria scelta
stilistica o una necessità per amalgamare il racconto?
“Sicuramente
c’era la necessità di amalgamare il colore dello studio al
bianco e nero dei filmati di repertorio. Questo rosso strano
che colora i filmati storici è piaciuto molto. Colorava
tutto in modo diverso dal solito.
È nato un po’
per caso durante il montaggio e ci siamo resi conto che
questo effetto tecnico funzionava. Paolo Limiti appena l’ha
visto se n’è innamorato e ha voluto che tutti i video
fossero così. Nel complesso è stata una trasmissione molto
curata e abbiamo studiato tutto molto bene”.
Ci vuole
parlare dei duetti virtuali che ritraevano
anacronisticamente insieme Mina con Orietta Berti e Nilla
Pizzi? È stato complesso realizzarli?
“Si è stato
complesso in quanto abbiamo dovuto ricostruire virtualmente
tutto ciò che era presente nel vecchio filmato e abbiamo
anche dato un aiutino a Orietta Berti. Abbiamo ringiovanito
il suo aspetto perché si vedeva cantare al fianco di una
giovane Mina.
Io sono stato
il primo in Rai a fare questa specie di “accrocco tecnico”.
Lo feci per Claudio Villa che duettava con la figlia. Quindi
ho dimestichezza con questo genere di effetto speciale.
Abbiamo anche sostituito Alberto Lupo con Paolo Limiti nella
sigla iniziale di “Minissima”.
Le uniche
immagini recenti di Mina trasmesse nel corso del programma
si riferiscono a “Mina in studio”, un backstage
dell’incisione di “Oggi sono io” di Alex Britti.
“Questo
filmato era bellissimo e funzionava già da solo, è bastato
semplicemente mandarlo in onda così com’è. Paolo è stato
magico nel raccontare la vicenda che ruota attorno a questa
registrazione della canzone di Britti. L’ha presentata in
maniera fantastica. Un filmato in piano sequenza fatto dal
figlio, Massimiliano Pani. Ha documentato lo strepitoso
talento della madre che, da seduta, canta per la prima volta
splendidamente una canzone e la incide “buona la prima!”.
Rivedendo
questi filmati ho rivisto proprio lei, Mina, la grandissima
interprete.
Ogni parola è
un successo e mentre canta è piena di tensioni e di sguardi.
Ci si immedesima. Ho iniziato a lavorare proprio con Mina.
Realizzavo dei brevi filmati in “Canzonissima ‘68”,
all’epoca ero molto concentrato sulle questioni tecniche e
avevo meno modo di apprezzare le esibizioni che vedevo
attorno a me negli studi televisivi.
Oggi con
l’esperienza mi diverto di più, mi rendo conto della grande
artista che è Mina e noto molte sfumature che all’epoca non
avevo colto così fino in fondo”.
Dal punto
di vista televisivo Mina rappresenta nella memoria
collettiva quella televisione alta, presa ad esempio come
modello contrastante alla tv di oggi. Quali sono state le
trasmissioni più belle, per stile, che ricorda con piacere?
“Canzonissima
’68, in cui come dicevo ho anche lavorato. Bella
trasmissione, inquadrature che mi hanno insegnato
moltissimo. Ho usato molte di quelle tecniche nella maggior
parte delle mie trasmissioni, anche quelle di maggior
successo come ad esempio
Drive In.
Ricordo, inoltre, con piacere gli altri programmi di
Mina Teatro 10, Studio 1 e Mille e una luci,
anche se, in quest’ultima, nonostante fosse bravissima e
professionale come al solito, lasciava trasparire una certa
delusione per il mondo dello spettacolo e probabilmente
aveva già maturato la decisione di abbandonare la tv”.
Avete mandato in onda per la prima volta i fotogrammi
censurati nel video di “Ancora ancora ancora” sigla di
“Mille e una luce” e avete dato ad essi il colore rosso. La
censura e la Rai, un’accoppiata che si ripete ciclicamente…
“Sì, il colore rosso è servito più che altro per far
capire quali fossero i fotogrammi censurati. Mina è stata
molto colpita dalla censura, quasi danneggiata.
Oggi di censure ce ne sono altre, di un altro tipo.
Certo, non ci sarebbero problemi per mostrare Mina che fa
roteare la lingua sulle labbra, tant’è che abbiamo trasmesso
queste immagini. In linea teorica non dovrebbe esistere la
censura, ma penso che quella attuale non sia colpa della
Rai. Ogni periodo è lo specchio della società”.
Tra le canzoni di Mina ce n’è qualcuna legata a
qualche episodio della sua vita?
“Il cielo in una stanza”, mi sono innamorato di mia
moglie con quella canzone! Adoro Gino Paoli anche come
cantante, ma quella canzone interpretata da Mina ha un
fascino incredibile! La prima versione quella più recitata
con l’orchestra! Grande canzone di tutti i tempi!”.
*Dice di sé.
Vincenzo Scardapane. È nato libero. Quando ha compiuto
scelte importanti vagliando tutte le variabili ha toppato.
Quando ha preso decisioni con incoscienza e con passione ha
avuto ragione. Ha spesso necessità di tornare a guardare il
mare di Vasto, sua cittadina d’origine e si sente ben
accolto da Roma. Ama il mondo della comunicazione ed un
giorno sarà autore televisivo. Intanto scrive sul suo
blog e
per una rubrica di spettacolo sul sito
vastoweb.com
. È
infinitamente grato ai suoi maestri per aver accolto la sua
voglia di imparare.
ROBERTO GERVASO
Il successo che
più c’invidiano è quello che abbiamo
meritato.
(Da “Il grillo
parlante”, 1983)
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