LIBRI
I MAGICI PIACERI DELLA BIBLIOFILIA
Vivere con libri è un intenso
godimento, una gradevole ricchezza umana. È affascinante
scoprire come un libro rinasce nuovo ogni volta che qualcuno
lo legge
Giancarlo Livraghi*
Non
tutti amano i libri. Non è facile capire perché alcuni li
vedano con disagio. Il motivo, credo, è che si sentono
costretti. A scuola, ma anche nel resto della vita. Capita
di “dover” leggere qualcosa che non ci interessa.
Per lavoro, per studio, per
burocrazia, per ogni sorta di “obblighi”.
Ma non è quello il valore più
importante. Usciamo dal mondo dei doveri e vediamo perché
leggere può essere un intenso piacere.
Sono afflitto da inguaribile
bibliofilia. E non ho la minima intenzione di ridurre la mia
“dipendenza”. Non so immaginare una vita senza libri. Anche
quando non ne sto leggendo uno, sono una compagnia
indispensabile.
C’è qualcosa di straordinario
nell’avventura di un libro. Ha un numero infinito di vite.
Rinasce in modo nuovo ogni volta che qualcuno lo legge. Ciò
che più conta non è che cosa ha scritto l’autore, è ciò che
il lettore ci mette di suo.
Non si può leggere senza
partecipare. Che un libro ci piaccia o no, che susciti in
noi consenso o contrasto, piacere o fastidio, impegno o
distensione, la lettura non è passiva.
Un libro che nessuno legge è un
oggetto inerte (come un quadro che nessuno guarda – o una
musica che nessuno ascolta, canta o suona).
Ma nel momento in cui le mani lo
aprono comincia un’esperienza inimitabile. Un dialogo con
qualcuno che speriamo abbia qualcosa da dirci. Un pensiero
che può essere nato migliaia di anni fa e si risveglia oggi,
nuovo e diverso, nella nostra mente.
I libri non sono solo di carta.
Per secoli e millenni sono stati di coccio, di papiro, di
seta, di pergamena. Scritture sulla pietra o nella cera.
Incise nel legno, nel marmo o nel metallo. O tramandate per
“tradizione orale”.
Oggi si trovano diffusamente
anche nelle macchine elettroniche e negli spazi smisurati
della rete.
Ma vivono soprattutto nella
memoria delle persone. Quanti libri che abbiamo letto sono
“dentro di noi”, anche quando non ricordiamo precisamente da
dove ci è venuto un pensiero, un dubbio o un’emozione?
Anche per chi lo scrive, un libro
“vive di vita propria”. Si comincia con un’idea, un
argomento, un progetto. Ma un po’ per volta cambia, si
evolve, prende forma.
L’autore diventa strumento,
spettatore partecipe, di ciò che il libro vuole essere.
Deve aiutarlo a mettere radici,
crescere rami e foglie. Se un libro non ha un’anima, una sua
autonoma identità, è difficile che sia un buon libro. Se non
è vivo, indipendente, disobbediente, forse non meritava di
essere scritto.
Quando è pubblicato (o comunque
qualcuno lo legge) si apre anche per l’autore un nuovo
percorso.
Quando si ha la fortuna di
incontrare un lettore, che ha il tempo, la voglia e la
sincerità di spiegarci le sue percezioni, è affascinante
constatare come un libro sia diventato, nella sua mente,
diverso da come è per qualsiasi altra persona. E così si
continua a imparare.
La vita miracolosa di un libro è
immateriale (non per questo “astratta”). Ma c’è qualcosa di
straordinario anche nel libro come oggetto.
Quello di carta, s’intende (non è
in alcun modo “antiquato” pensare e sentire che ancora oggi,
e per un non labile futuro, questa è la migliore
“incarnazione” di un libro – e anche la più durevole e
affidabile).
Può essere un libro prezioso,
un’edizione rara o particolarmente elegante. Può essere
semplicemente un bel libro, ben curato, impaginato e
stampato.
O può avere una veste più
modesta. Ma anche quando è apparentemente inerte in uno
scaffale è una confortante compagnia – sappiamo che è sempre
lì, in qualsiasi momento avessimo la necessità o il
desiderio di aprirlo.
Amare i libri è un piacere di cui
non ci si può mai stancare.
Che sia rilassante o impegnativo,
divertente o stimolante, gradevole o irritante, è
un’esperienza che, in un modo o nell’altro, ci arricchisce.
E siamo noi, lettori, a decidere
quando e come la vogliamo vivere.
*Dice di sé.
Giancarlo Livraghi. Se avesse mille vite, farebbe mille
mestieri. È curioso di tutto, ma al centro della sua
attenzione ci sono sempre la comunicazione e la cultura
umana. Ha scritto alcuni libri (il suo preferito è “Il
potere della stupidità”). Il suo sito online è http://gandalf.it
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LAURA PAUSINI
Non mi sento a
mio agio in posti dove la priorità di uomini
e donne è il successo, il denaro e il
modo migliore per esibirlo, altrimenti
sei una nullità.
(Da “Il Secolo XIX”,
2004)
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