SCIENZA
L’ARTE DI RESPIRARE
La vita umana è quella
porzione di coscienza che va dal primo respiro autonomo, la
nascita, all’esalazione dell’ultimo respiro, la nostra morte
fisica. In mezzo a questi due punti c’è la vita e come
la viviamo. In un lungo e affascinante racconto vengono
riportate le esperienze di chi da anni si dedica al
respiro come cura e sostegno della vita, dell’umore, della
salute (1)
Max Damioli*
Il respiro, cioè l’arte di respirare meglio per portare più
energia nel nostro sistema vitale, è la meta-tecnica di
evoluzione personale più versatile, efficace e autonoma oggi
disponibile in Occidente. Perché una meta-tecnica? Perché
viene prima di ogni altra tecnica e la fa funzionare meglio.
Saper utilizzare nel modo più efficace il respiro è un
fattore strategico se si vuole rendere indipendente il
nostro sistema corpo-mente-spirito-emozioni.
In questo
libro ho raccolto vent’anni di esperienza e di studio,
ricerca e confronto con i più importanti docenti e studiosi
internazionali, e direttamente con oltre centomila persone
in Italia, Europa e Stati Uniti. Ogni cambiamento dei nostri
stati mentali è riflesso prima nel respiro e poi nel corpo.
Cambiando gli schemi di respirazione viene alterato anche lo
stato emotivo. Sono convinto che le relazioni
interpersonali, la comunicazione, la salute, la maturità
emotiva sono abilità acquisibili attraverso specifiche
tecniche di respirazione. Ecco perché il respiro.
Le
metafora della vita
Per ragioni
legali l’ora della nascita non è quella dell’uscita dal
ventre materno, ma quella del primo respiro. Anche la morte
viene descritta come l’esalazione dell’ultimo respiro. Ne
deriva che la vita umana, come la consideriamo noi, è quella
porzione di coscienza che va dal primo respiro autonomo, la
nascita, all’esalazione dell’ultimo respiro, la nostra morte
fisica. In mezzo a questi due punti c’è la nostra vita e
come la viviamo.
Questa
metafora è profondamente radicata nel nostro inconscio, al
punto che esiste un’evidente relazione tra il modo in cui
una persona respira e il modo in cui vive. Dalla semplice
osservazione del suo modo di respirare, delle aree che tiene
chiuse e di quelle lasciate aperte, dalle pause, dal volume,
si possono individuare alcune caratteristiche di una
persona. La cattiva notizia è che il nostro modo di vivere e
di pensare condiziona fortemente il nostro modo di
respirare. La buona notizia è invece sintetizzata in queste
poche righe di Deepak Chopra: “Ogni cambiamento dei
nostri stati mentali è riflesso prima nel respiro e poi nel
corpo. Ma tale fenomeno funziona anche all’inverso:
cambiando gli schemi della respirazione viene modificato
anche lo stato emotivo”33. Questo è l’impatto
rivoluzionario del respiro nella vita di una persona.
Che
cos’è il respiro
Ci sono due
aspetti del respiro: uno anatomo-fisiologico e uno
energetico. L’aspetto anatomo-fisiologico è facilmente
reperibile su qualunque libro di fisiologia. Dal punto di
vista energetico possiamo invece dare interpretazioni più
articolate e lanciarci in ipotesi affascinanti. Potremmo,
per esempio, affermare che il respiro è quello strumento che
ci consente di creare stati di coscienza sempre più elevati
e purificati, in grado di lasciar emergere la nostra
naturale tendenza alla salute fisica e mentale, alla gioia e
alla felicità. Il respiro non ha bisogno di spiegazioni, ma
soltanto di pratica sperimentale.
Una tecnica
efficace, efficiente e autonoma di evoluzione del corpo,
della mente, dello spirito. Di quel linguaggio che chiamiamo
emozioni. Si può stare senza respirare solo tre
minuti, poi si rischiano gravi danni cerebrali che portano a
un progressivo collasso dei sistemi vitali, fino alla morte.
Respirare è ben 19.200 volte più vitale di mangiare; 1.440
volte più vitale del bere; 960 volte più vitale del dormire.
Questo è il respiro, secondo madre natura.
Respirare come i bambini
Personalmente non ritengo che il respiro abbia bisogno di
molta teoria: basta aprire la bocca, fare una decina di
respiri profondi, connessi, rilassati e – per incanto – noi
diventiamo la “filosofia del respiro”. Diventiamo, cioè, la
fonte del sapere che ci riguarda. Per capire come si respira
è sufficiente osservare un bambino sano: il respiro parte
dal basso (dalla pancia, che nel bambino tende sempre a
restare espansa e rilassata), sale nel plesso fino al petto,
e viene rilasciato con un sospiro silenzioso e rilassato.
Ci sono due
meravigliosi maestri che vale la pena di seguire con
attenzione per imparare a respirare: l’orgasmo e i cani.
L’orgasmo –
quando naturale e lasciato fluire – dà l’idea precisa di che
cosa sia una respirazione circolare, piena e rilassata. Il
cane nero, meglio se di grossa taglia, nei mesi estivi può
insegnare all’osservatore attento e diligente i vari ritmi
del respiro e la gamma possibile da raggiungere impegnando
in modo adeguato il diaframma. La particolarità dei cani è
di non avere ghiandole sudoripare e di dover quindi
dissipare calore attraverso la lingua.
Ecco perché
possiamo considerare il cane l’animale più efficiente sulla
terra nell’uso del diaframma nel respiro. Sedersi di fianco
a un cane accaldato e cominciare a seguirlo mentre respira
ansimando può insegnare sull’uso del diaframma nel respiro
più di qualsiasi lezione.
Il
respiro come modo di vivere e come modo di essere
Il terreno
filosofico nel quale si radica il respiro è la miglior
soluzione di partenza per una teologia (laica e raramente
clericale) della liberazione e della gioia. In base a essa
si identifica una stretta relazione tra
corpo-mente-spirito-emozioni (continuum psicosomatico)
e si indaga alla ricerca delle relazioni dirette e indirette
dei nostri disagi, cercando una risposta logica o analogica,
gravida di soluzioni operative. Spesso in una relazione di
causa-effetto. Si ritiene che i risultati concreti nella
nostra vita siano una pura conseguenza, risultato del
continuum pensieri-parole-opere-omissioni (legge karmica).
Potremmo
avere in questo tutti gli elementi che servono per vivere
felici, liberi dai sensi di colpa e dalle emozioni (specie
quelle considerate negative come la rabbia).
Dal punto
di vista meramente tecnico, la filosofia del respiro si
fonda sulla pratica. Non importa da dove vieni, quale dio
preghi, quale entità ti visita ogni giorno, chi è il tuo
profeta: basta che ti sdrai e respiri in modo volontario e
consapevole, circolare e rilassato: e tutto semplicemente
accadrà.
Ritengo che
questa sia la parte più rassicurante del respiro; quella che
in un lungo racconto dettagliato ho cercato di rivolgere in
questo libro a chiunque voglia intraprendere un percorso
positivo con il respiro.
La
filosofia del respiro occidentale
La storia
del respiro in occidente è molto sfaccettata e densa di
episodi e di comunità che si sono formate, divise, misurate.
Una storia affascinante. La radice antropologica, culturale
e filosofica che caratterizza la mentalità occidentale, in
bilico tra l’impegno sociale e l’aspirazione religiosa,
mescolata con l’impianto ideologico della New Age e
della Next Age, ci porta a costruire un sistema di
credenze che, in massima sintesi, potremmo articolare in
questo modo:
– siamo
figli di Dio
– siamo
creati a Sua immagine e somiglianza
– meritiamo
di essere felici.
Questi tre
punti sono il fulcro comune di tutto il respiro occidentale,
che ci connette a questa triplice verità. Pur nelle sottili
differenze, esso resta il cardine filosofico di fondo del
respiro occidentale: senza il quale staremmo parlando
d’altro.
Il respiro
è quindi un modo di ESSERE (connessi al Creatore benevolente
e protettivo) che ci permette un nuovo, più rilassato e
vitale modo di VIVERE (nella pace, nella gioia e nella
condivisione del Paradiso). Paradiso che, come sostiene
Borges, è sulla terra, mentre l’inferno è essercene
dimenticati.
*Dice di sé.
Max Damioli. È un gigante grosso di cinquant’anni, testa
rasata, voce tonda e sonora di chi è abituato alla platea,
risata sincera e contagiosa. A sedici anni è diventato
istruttore di vela, a diciotto maestro di sci e
contemporaneamente regista di eventi pubblicitari e
insegnante di public speaking in azienda: si esprime spesso
per metafore e considera l’insegnamento la sua missione
sulla terra. Laureato in psicologia, un Master in ipnosi
Ericksoniana e in PNL, Teacher’s Trainer delle tecniche di
Louise Hay e Consuelor della Peiffer Foundation of Positive
Thinking, titolare per alcuni anni della cattedra di
Personal Improvement alla School of Economics e oggi della
cattedra di Comunicazione Ecologica alla LUMSA (Libera
Università Maria Ss. Assunta). È fondatore e responsabile
della scuola Skills di Respiro (www.Skillsitalia.com).
(max@damioli.net).
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ROBERTO SAVIANO
Io sono stato
condannato perché il libro è stato letto da
molti; è il successo che mi ha condannato
a morte.
(Da “El Pais”, 2008)
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