LIBRI

IL FASCINOSO MONDO DI GYULA KRUDY


Grandi aristocratici e solerti sarti, giornalisti e biscazzieri, contesse sdegnose e puttane romantiche: un’intera fauna umana senza gerarchie, ricchi e poveri, santi e mascalzoni. Riscopriamo (al di là di Sandor Marai) un altro grande scrittore ungherese


 

Gisella Sevardi*

 

“Gli venne in mente una città della sua giovinezza, sul fondo di una valle e con i tetti rossi, dove un piccolo fiume limpido galoppava sui ciottoli variopinti sotto le arcate decrepite di un ponte bruno e Sinbad, dal parapetto del ponte, guardava trasognato le foreste azzurre che sonnecchiavano in lontananza... Era lì che Sinbad desiderava tornare ancora una volta prima di fumare l’ultima pipa sul vecchio tappeto, per vedere le lontane foreste azzurre e il fiume che seguiva indaffarato la sua strada sotto le pigre arcate del ponte...” (29).

Il passo è tratto da uno dei capolavori del romanziere Gyula Krudy, nato nel 1878 nell’Ungheria nordorientale, da una famiglia della piccola nobiltà. Terminati gli studi liceali all’età di 18 anni, il giovane Krudy decide di trasferirsi a Budapest per seguire la sua vocazione letteraria, contrariamente alla volontà della famiglia che sognava per lui una carriera giuridica. Ed è proprio in questa realtà del primo Novecento, in cui la capitale festeggiava i mille anni di regno dopo secoli di guerre perdute ed invasioni straniere, che l’artista dà sfogo alla sua genialità letteraria, senza però rimanere indifferente al richiamo dei circoli mondani di Budapest.

Frequentatore abituale di locali notturni, all’inizio si fa strada più come personaggio che come scrittore, vestendo i panni di quella gioventù bohèmienne già in voga nelle capitali artistiche e letterarie del periodo. I due matrimoni, le numerose amanti, le corse di cavalli, il gioco d’azzardo caratterizzano la sua vita, esperienze trasfuse nelle sue prime opere con forte passione, fino a fargli meritare l’appellativo di massimo cantore della belle époque magiara. Tra i bagliori della mondanità si insinuano le ombre della sua infanzia, delle sue radici; figlio d’una passione impropria che aveva trascinato suo padre, nobile e avvocato, a sedurre una semplice contadina, dalla quale ebbe dieci figli già prima del matrimonio. Con tali premesse, non desta sorpresa la vena fortemente autobiografica della sua produzione letteraria.

Attraverso i libri parla di sé, si rivede nei tanti personaggi che rappresentano il suo alter ego: Sindbad, personaggio ricorrente nei diversi romanzi, quali Sindbad della gioventù (1911), I Viaggi di Sindbad (1912) e Conversione di Sindbad (1925), ripercorre la sua vita, attraverso ricordi della sua giovinezza e delle sue avventure amorose. Il mondo che rappresenta è mitologico, fatto di sogni, fantasia e realtà che si mescolano in un’atmosfera misteriosa. Il filo conduttore degli episodi narrati è quello dell’ambiguità e dell’immaginazione; attraverso rappresentazioni e metafore, Krudy porta il lettore nel suo universo onirico, trattenendolo lungo il labile confine del desiderio e lo immerge nel cuore fatato della sua terra. Ed è proprio questa realtà ad essere ispirazione per un’opera cinematografica, dal titolo Szindbad, con la regia di Zoltan Huszarik (1971).

Il romanzo di 300 pagine, in cui Krudy racconta le storie di Sindbad, prende corpo, luci, suoni nel film realizzato dal regista Huszarik. A far da sfondo alle riprese, durate quasi 8 mesi, sono i paesaggi della Slovacchia, scenario ideale in grado di rievocare quel mondo che lo scrittore racconta nei suoi libri. I romanzi di Gyula non hanno trame, ma decine, centinaia di personaggi che vanno e vengono come carte nelle mani dell’indovino o come i capricci dell’inconscio che Freud sta esplorando nell’altra capitale dell’impero.

Attraverso grandi aristocratici e solerti sarti, giornalisti e biscazzieri, contesse sdegnose e puttane romantiche, Krudy racconta l’intera fauna umana senza gerarchie, ricchi e poveri, giovani e vecchi, santi e mascalzoni, tutti evanescenti come miraggi, tutti così somiglianti nei peccatucci e nei desideri proibiti sotto la crosta della rispettabilità.

Uno dei temi più ricorrenti che senz’altro lo affascina di più è quello dell’amore che scombina la vita, che spinge uomini e donne a cercarsi, tradirsi, bisbigliarsi finte promesse, tormentarsi di gelosia, in un eterno ritorno, talmente futile da essere l’unica cosa seria insieme alla morte. Tra i suoi capolavori non si può far a meno di citare uno dei più grandi romanzi di Gyula Krudy Il Girasole (1918) in cui si narra una storia di straordinaria potenza, composta con uno stile malinconico e allo stesso tempo incantato.

I protagonisti sono degli aristocratici in rovina, zingari, giocatori, mogli in preda alla follia. Al centro della scena, la giovane e dolce Evelin che, ossessionata dal ricordo del suo amore disperato, fugge dalla città di Pest e cerca riparo nella campagna della sua infanzia. Ed è proprio qui che la sua vita si intreccia al mondo sospeso di Andor Almos, alla realtà stregata di Malvina Maszkeradi, sorella e traditrice, e al passionale Fistoli, un vecchio nobile che insegue donne giovani e misteriose. Il suo bizzarro mondo popolato di ambientazioni mistiche e personaggi surreali lo ritroviamo in Il giorno delle donne, così tradotto e pubblicato proprio di recente in occasione delle festa delle donne, (in originale si intitolava Il Premio delle donne uscito nel 1919). Nel romanzo ci si imbatte in un susseguirsi di episodi che vedono coinvolto un impresario delle pompe funebri, perseguitato dal suo alter ego mascherato da demonio, con il nome di Sogno. Il personaggio verrà catapultato, poi, in un susseguirsi di vicende oniriche avvolte da una sottile ironia tragica. Sarà proprio lo sfondo di questa realtà a partecipare tristemente alla sua fine, una fine silenziosa, in cui lo scrittore ungherese si allontanerà in un lungo ed eterno viaggio.



29) Dalla raccolta di libri scritti tra il 1912 e il 1915 Sindbad, treni, slitte e tappeti volanti, 1993, Editore Biblioteca Il Vascello, Roma



*Dice di sé.
Gisella Sevardi. Legale di professione, specialista in diritto d’autore, con un irriverente trascorso nella cronaca rosa, grazie alla collaborazione con una nota rivista di gossip. Tra gli innumerevoli sogni... quello di poter diventare, un giorno, una brava giornalista.


 

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