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SOCRATE 2000 RITORNO AL MERITO
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Una poesia di
GIOVANNI PAOLO II

Descrizione dell’uomo
Vi sono trame
aggrovigliate. Se provi a districarle
senti che insieme ad esse dovresti strappare te
stesso.
Ti basti allora guardare, cercare di capire – non
addentrarti pervicace
che non abbia a inghiottirti l’abisso:
č soltanto l’abisso del pensare, non č l’abisso
dell’essere.
L’essere non assorbe, ma cresce e lentamente si
tramuta in sussurro:
questo č il pensiero impregnato d’esistenza – tu,
l’universo, Dio.
Inversamente – senti come tutto alle gambe t’afferra
l’essere si riduce ad un punto, e il pensiero, come
steppa, inaridisce.
Semplicemente lavora, abbi fiducia. Ed entra in te
solo quel tanto
che ti renda cosciente del tuo orgoglio (e questo č
gią umiltą).
E sorveglia piuttosto la volontą. Dei sentimenti un
prepotente sfogo
Viene solo di rado e a Dio non giunge.
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