NUOVE TECNOLOGIE

RINNOVABILI, GAS E CARBONE NEL FUTURO DI ENEL


Ecco le fonti su cui punta il Gruppo di Fulvio Conti per produrre energia in Italia.
Con tecnologie all’avanguardia


 

NUOVE TECNOLOGIE – Fulvio Conti, A.D. di Enel alla presentazione agli analisti a LondraGas (con l’aiuto dei rigassificatori), rinnovabili e carbone pulito. Sono queste le fonti su cui l’Enel punterà nei prossimi anni per la sua produzione di energia elettrica in Italia, archiviata, almeno per il momento, l’ipotesi del nucleare.

‘’Esistono tante tecnologie disponibili. Anche se continuasse la moratoria, cercheremo di portare avanti progetti innovativi per produrre energia da fonti rinnovabili e da carbone e di assicurare i rifornimenti di gas “ aveva osservato l’ amministratore delegato Fulvio Conti, prima ancora della presentazione dell’emendamento che ha arrestato il programma nucleare italiano.

Consistente è l’investimento previsto per aumentare la produzione di elettricità derivante da fonti rinnovabili, un impegno che conferma il primato di Enel in questo settore, non solo in Italia: Nel 2010 la produzione degli impianti di Enel nel nostro Paese che usano fonti rinnovabili ha rappresentato il 41,5% del totale (34,4% idroelettrico, più 7,1% geotermico, eolico, solare e biomasse).

Altrettanto importanti saranno gli investimenti nelle centrali a carbone pulito, una fonte con cui attualmente il gruppo produce il 34,1% della sua elettricità italiana. Il resto è prodotto con gli idrocarburi: 21,6% con il gas usato nei cicli combinati, il 2,8% con l’olio combustibile e il gas usati nei cicli semplici.

Per quanto riguarda il gas, con la crisi libica si è ritornato a parlare di sicurezza negli approvvigionamenti: non perché l’Italia rischi di soffrire crisi di forniture, ma perché gli interrogativi aperti dall’instabilità geopolitica della sponda sud del Mediterraneo, hanno riportato alla ribalta una nota da tempo dolente del sistema, i rigassificatori. Necessari, progettati, approvati, finanziati. I rigassificatori sono una di quelle infrastrutture che ormai da anni vengono indicate come indispensabili per diversificare il mercato d’acquisto e svincolare l’Italia dalle turbolenze dei Paesi attraverso cui passano i gasdotti, via principale per i nostri rifornimenti. I rigassificatori, infatti, aiutano le importazioni di gas da più Paesi: il gas viene importato in forma liquida, trasportato con navi e rigassificato in Italia, senza bisogno di passare per gasdotti. L’Italia si è mossa su questo fronte da tempo, ma dei sedici progetti varati solo sette hanno imboccato la via dell’autorizzazione. E solo uno si è concluso con l’operatività dell’impianto. Gli altri? Sono frenati e spesso, anche una volta ottenuta la Valutazione d’impatto ambientale, non decollano, bloccati da burocrazia, ricorsi e lungaggini. Perché? Forse perché, come dice Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, “il nostro è il Paese del ‘no’ a tutto”. E a pagarne le conseguenze siamo tutti noi con le bollette più care anche del 30% rispetto alla media Ue.

Una volta assicurate le forniture di gas con l’impianto di Porto Empedocle che ha una capacità di 8 miliardi di metri cubi all’anno, il 10% circa del fabbisogno nazionale, nel mix di Enel, al primo posto, ci sono gli investimenti nelle fonti rinnovabili: 2 miliardi di euro entro il 2015. Enel Green Power è nata a novembre proprio per valorizzare l’impegno del gruppo nell’energia verde. E in Italia ha già realizzato quest’anno un nuovo impianto idroelettrico a Bardonecchia, due centrali geotermiche in Toscana a Radicondoli e Chiusdino e un campo fotovoltaico a Deruta.

Contemporaneamente Enel è impegnata nello sviluppo della tecnologia produttiva del ‘carbone pulito’: dopo la realizzazione della centrale di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia, che ha una capacità installata di quasi duemila megawatt, sono in corso due progetti a Porto Tolle, un impianto gemello di quello di Civitavecchia e a Rossano. Il problema del carbone, non è tanto nelle emissioni a impatto ambientale locale, per ridurle, infatti, si usano caldaie ultramoderne ad altissima efficienza, denitrificatori, desolforatori e filtri per le polveri, quanto nella quantità di CO2 prodotta. Per questo Enel si è impegnata, all’avanguardia tra le utility mondiali, nella sperimentazione dei sistemi di cattura e sequestro di CO2: a Brindisi è stato inaugurato un impianto pilota che separa l’anidride carbonica dai fumi di combustione e la porta allo stato liquido, pronta per essere poi immagazzinata in stoccaggi a grande profondità.

Un mix ben equilibrato di fonti, composto da rinnovabili, gas e carbone pulito permetterà all’Italia, anche in assenza di nucleare, di migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime energetiche, producendo energia a costi ragionevoli, nel pieno rispetto dell’ambiente.





DARIO FRANCESCHINI

Il gossip che ha dominato la campagna elettorale è stato
assolutamente svantaggioso per il Pd. Ha giocato a nostro
sfavore perché noi avremmo voluto un confronto sulle idee
diverse sull’Europa, sulla qualità dei candidati alle
amministrative e anche sulle diverse ricette per affrontare la
crisi. Invece si sono spostati i riflettori da tutta un’altra parte e
questo per noi è stato assolutamente svantaggioso. Io ho fatto
tutta la campagna elettorale senza dire una parola sulle
questioni private del premier e non comincerò a farlo l’ultimo
giorno della campagna elettorale.

(Da “AdnKronos”, giugno 2008)






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