LE PREDIZIONI DELL’EDITORE ALESSANDRO ORLANDI
Lepre edizioni è un gioco di
parole: modificando, infatti, la scansione delle sillabe si
ottiene la parola predizioni. Questa la mission di una casa
editrice che in un momento di Kali Yuga, come direbbero gli
Indù, ha scelto di pubblicare libri che danno speranza
Placido Cavallaro*
Nella splendida cornice
di una Roma appena primaverile abbiamo fatto una piacevole
chiacchierata con un ricercatore di matematica e professore
di liceo ieri, scrittore e fondatore di una casa editrice
La Lepre Edizioni oggi, Alessandro Orlandi.
Se dovesse descrivere se stesso in una chat
cosa direbbe? “Direi che sono una persona
curiosa…. Appassionata di musica, cucina, scrittura,
scienza, fantascienza, storia delle religioni e di tutto
quello che è paranormale”.
Una persona curiosa… Converrà con me che oltre alla
curiosità ci vuole anche una buona dose di coraggio per
fondare, in questo momento storico, una casa editrice?
Fino a 4 anni fa facevo un altro lavoro. Mi occupavo
di un museo di strumenti scientifici ed ero professore di
matematica e fisica al liceo Visconti di Roma. Prima ancora
ero ricercatore di matematica all’università di Pisa.
Parallelamente avevo un’altra attività che era quella di
scrivere libri di storia delle religioni… Quattro anni fa, a
più di 50 anni mi sono licenziato e ho cambiato
completamente vita. Più che essere una prova di coraggio è seguire il
proprio istinto, la propria vocazione. Uno con gli anni si
conosce meglio, certo devo dire che più che coraggio ci
vuole una certa dose di incoscienza”
Come è andata? “Abbiamo pubblicato i primi libri nell’ottobre del
2008. Il 2009 è stato un anno in perdita perché sconti gli
investimenti fatti. Il 2010, contro ogni pronostico, è stato
un anno in attivo grazie specialmente al libro Ipazia di
Adriano Petta e Antonino Colavito che ha venduto più di
30.000 copie”.
Quali sono i criteri di scelta di cosa pubblicare?
“La scelta in parte riflette i gusti dell’editore, in
parte è storia d’istinto... sesto senso”.
La prima pubblicazione che avete fatto?
“Facciamo uscire i libri a gruppi di due o di tre. I
primi sono stati: Alice nel paese degli psicanalisti di
Rauda Jamis e Scappa scappa galantuomo di Gaetano
Parmeggiano e Max Rusca; poi nel secondo gruppo Il mio corpo
in nove parti di Raymond Federman e Dizionario dello
snobismo di Philippe Jullian”.
Come fate a farvi conoscere dal pubblico?
“Tra la scelta del libro e la nostra c’è un lavoro
enorme, l’editing, la correzione bozze, la selezione della
copertina… quindi il lavoro di promozione del libro: in
parte per noi lo fa il nostro distributore, CDA; in parte lo
facciamo noi con i giornalisti. È un lavoro difficile perché
in Italia escono ottantamila libri l’anno, le persone che si
occupano di libri sono letteralmente assediate… l’assedio a
forte Apache… di chi sventolando il proprio libro vorrebbe
che tutti ne parlassero; è fondamentale avere dei buoni
comunicati stampa, dare un’immagine del libro facilmente
recepibile: perché hai pubblicato quel libro? Per questo
motivo sulla copertina delle nostre pubblicazioni abbiamo la
domanda della lepre che riassume il libro”.
Quanto è importante avere un gruppo di lavoro
affiatato? “Moltissimo… se non c’è un gruppo di lavoro affiatato
muori sotto la fatica della dispersione di quello che
bisogna fare; con un gruppo di lavoro affiatato puoi
affidare una fetta di lavoro dimenticandoti, per un certo
tempo, che quel problema esiste e facendo bene altre cose:
nel mio caso c’è mia sorella Sabina Orlandi, mia nipote,
l’addetto stampa Giulia Villoresi, la segretaria
amministrativa Cristina Adolfi, Alessandra Chrivino per le
pubbliche relazioni, la new entry Valerio Pizzardi”.
Cosa La Lepre Edizione ha in programma di pubblicare,
cosa c’è in cantiere?
“Dopo il 2010, che per noi è stato un anno
straordinario, le cose non vanno ancora bene. Ci sono però
dei libri che sono usciti o stanno per uscire: una
straordinaria traduzione dell’Iliade; il romanzo La Pazzia
di Dio di Luigi De Pascalis, che è un autore che amiamo
molto e di cui abbiamo pubblicato già tre libri; L’uomo che
inventò se stesso di Emilio Ravel, sulla vita di Giacomo
Casanova; il romanzo Chut! zitto dello scrittore americano
Raymond Federman, la storia della sua infanzia ebraica a
Parigi, Chut! zitto! è l’ultima parola che la signora
Federman sussurra a suo figlio nascondendolo nel ripostiglio
d’un misero appartamento di Montrouge: siamo nel luglio 1942
e in Francia sono in corso i rastrellamenti nazisti; Un
altro albero di gulmohar, viaggio dalla grigia Londra del
dopoguerra al Pakistan di Aamer Hussein; e poi I segreti di
Pitagora, thriller avvincente ambientato nel VI secolo a.C.
fra Caulonia e Crotone in Magna Grecia. Un viaggio nel
pensiero di Pitagora dedicato agli amici della matematica e
ai giovani curiosi del mondo; infine anche una biografia su
Isaac Newton”.
Perche proprio Lepre Edizioni?
La Lepre edizioni è un gioco di parole, la nostra casa
editrice, in un momento di Kali Yuga, come direbbero gli
Indù, di difficoltà collettiva ed individuale a proiettarsi
nel futuro, ha scelto di pubblicare quei libri che danno una
visione e una speranza per il futuro. Libri che abbiano la capacità di dare una visione
nuova della realtà, una visione per cui uno si possa
proiettare nel futuro con un filo di speranza: dice il mito
che nel fondo del vaso di Pandora resta solo una cosa che è
la speranza; ecco libri che ci diano speranza. Per cui Lepre
Edizioni contiene il gioco di parole Le Predizioni. La scelta della lepre anche perché è un animale
mercuriale, gli antichi lo vedevano nelle macchie della
luna; per gli alchimisti rappresentava il mercurio e
Mercurio per i greci era il messaggero degli dèi: dio
protettore dei viaggi, dei viaggiatori e della
comunicazione. La lepre è un animale adatto a rappresentare
una casa editrice”.
Che ruolo ha la famiglia nella sua vita?
“Ho un figlio di 19 anni a cui voglio molto bene.
Suoniamo insieme… studia fisica ed è socio della mia casa
editrice. Sono divorziato ed ho una fidanzata. Mio padre e
mia madre hanno, indubbiamente, delle cose in comune con me
e mi hanno trasmesso la loro curiosità. Mio padre, non c’è
più, era una persona molto vivace intellettualmente, così
come mia madre, grande lettore e appassionato di scienza e
storia”.
Lo studio della matematica le è stato utile in questo
lavoro? “La matematica è alla base della capacità di ideare
modelli che ci aiutano a predire i fenomeni, a controllarli
e anche a comprenderne, fondamentalmente, la struttura
dell’universo. La matematica è una lente d’ingrandimento per
l’anima se la si usa bene. Sì, mi ha aiutato soprattutto nel
metodo”.
Professore, scrittore, editore, padre, che consiglio
dà alle nuove generazioni?
“Coltivare le proprie passioni e la propria vocazione
non ci si può sbagliare”.
Un consiglio a chi si vuole occupare di comunicazione?
“Bisogna avere una visione chiara del proprio tempo:
uno è un rappresentante sulla terra del Dio Mercurio, deve
capire cosa si vuole trasmettere”.
Un consiglio tecnico?
“Curare molto bene la compressione di questa
rivoluzione che sta avvenendo tra il passaggio dalla carta
all’editoria on line”.
Cosa la coinvolge di più del lavoro che fa?
“Una è la scoperta del tesoro nascosto di un libro
bellissimo che nessuno conosce e che nell’attività di
scopritore di talenti si riesce a far conoscere al mondo.
L’altro aspetto che mi coinvolge è la sfida nel far arrivare
a tutti il nostro prodotto, nel trovare la strategia giusta
per comunicare”.
Quale libro domani, entrando in libreria, vorrebbe
trovare in bella vista tra tutti gli altri?
“Mi piacerebbe trovare Zhuang-zi [Chuang-tzu] edito da
Adelphi Edizioni. Lo Zhuang-zi è da sempre considerato uno
dei tre grandi classici del taoismo e se fosse in bella
vista significherebbe che è richiesto… ciò sarebbe un
segnale importante. Di quelli della Lepre edizioni mi
piacerebbe trovare La Pazzia di Dio, di Luigi De Pascalis”.
Lei è anche scrittore. Cosa sta scrivendo?
“Stavo scrivendo un romanzo prima di questa avventura
editoriale che mi ha fagocitato…. forse adesso potrò
riprendere a scrivere”.
L’argomento del romanzo?
“Per scaramanzia non vorrei parlarne: diciamo che si
svolge su due piani temporali diversi e che uno dei due
piani temporali si svolge nel liceo dove ho insegnato per 20
anni”.
Chi deve ringraziare per la buona riuscita di questa
sua avventura? “Tutti i miei collaboratori, gli studi a cui ci
appoggiamo per la grafica e la stampa e soprattutto mia
sorella senza la quale non avrei potuto neanche iniziare”.
Avete un motto? “Sì, è praecurrit fatum (arrivare prima del destino):
La Lepre corre contro il tempo per arrivare prima del
destino, cercando strumenti per immaginare il futuro che si
prepara”.
Come vorrebbe che i lettori percepissero la Lepre
edizioni?
“Come una casa editrice che cerca di far vedere il futuro
con una chiave costruttiva”.
*Dice di sé.
Placido Cavallaro. Romano da sedici anni, siciliano da
sempre. Dopo la laurea in psicologia inizia a lavorare come
consulente, ma la sua vera passione è scrivere per la
televisione. Ama la natura, i cavalli, la buona cucina e
stare in compagnia della famiglia e dei suoi amici.
Appassionato di subacquea è un instancabile viaggiatore. I
suoi viaggi preferiti sono on the road senza meta e senza
itinerario. Lettore insaziabile considera i sui romanzi
preferiti le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar e Il
Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
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